Tiroidite di Hashimoto: le cause e la dieta da seguire

La tiroidite di Hashimoto è la forma più comune di infiammazione della tiroide. Colpisce soprattutto le donne e può essere diagnosticata e curata con esami e terapie specifiche. Inoltre la tiroidite di Hashimoto ha sintomi che possono essere tenuti sotto controllo anche grazie a una dieta specifica.

Pubblicato da Redazione Venerdì 19 ottobre 2018

Tiroidismo di Hashimoto

La tiroidite di Hashimoto è una malattia infiammatoria della tiroide che deve il suo nome al medico giapponese che per primo ha descritto le caratteristiche di questa patologia. Detta anche tiroidite cronica,  colpisce prevalentemente le donne di età tra i trenta e i cinquant’anni e può degenerare causando un malfunzionamento della tiroide. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta, quali sono le cause della tiroidite di Hashimoto, i sintomi,  i rimedi utili e la dieta da seguire.

Tiroidite autoimmune

La tiroidite di Hashimoto è detta anche tiroidite cronica o autoimmune. Si tratta infatti della forma più comune di infiammazione alla tiroide dovuta a un funzionamento scorretto del sistema immunitario. Al al posto di difenderci da aggressioni esterne, come quelle di virus e batteri, il sistema immunitario attacca la nostra ghiandola tiroidea.

Di conseguenza i globuli bianchi, o linfocidi, si accumulano nella ghiandola endocrina e iniziano a produrre anticorpi contro la tiroide (i cosiddetti anticorpi antitiroidei); per questo a volte viene chiamata anche tiroidite linfocitaria o autoimmunitaria.

Cause

La tiroidite di Hashimoto colpisce soprattutto le donne di mezza età; ma il rischio sembra aumentare se altre persone della stessa famiglia ne sono già state colpite.
Le cause di questa patologia non sono ancora certe ma è stato osservato che alcuni fattori possono aumentare il rischio di esser soggetti a questa malattia. In particolare sembra esserci una correlazione tra la tiroidite di Hashimoto e la sindrome di Down, la sindrome di Turner o quella di Klinefelter.
Inoltre sono a rischio anche le donne che attraversano un periodo in cui, per cause del tutto fisiologiche, il sistema immunitario lavora diversamente; come ad esempio la gravidanza o la menopausa. Tra gli altri fattori di rischio ci sono anche la carenza di selenio, lo stress e il fumo.

I sintomi

Se inizialmente il tiroidismo di Hashimoto è silente, cioè non è accompagnato da disturbi o anomalie particolari, solitamente poi scatena un ipotiroidismo.

In questo caso quindi possiamo iniziare a notare alcuni sintomi tipici come:

  • ingrossamento della tiroide,
  • nervosismo,
  •  stanchezza,
  • aumento di peso,
  • difficoltà di concentrazione e problemi di memoria,
  • ciclo mestruale abbondante o irregolare,
  • depressione,
  • capelli secchi e diradati,
  • dolori articolari e muscolari,
  • aumentata sensibilità al freddo.

La diagnosi e la cura

Si diagnostica questo tipo di disfunzione tiroidea con le analisi del sangue, rintracciando la presenza degli anticorpi anti-tiroide. Poi può essere utile anche misurare i valori di TSH e i livelli degli ormoni tiroidei T3 e T4 (tiroxina e triiodotironina); in questo modo possiamo capire se la tiroidite sta avendo conseguenze sulla funzionalità della tiroide e se sta provocando ipotiroidismo.

In quanto malattia cronica, non abbiamo una vera e propria cura ma possiamo seguire una terapia che tenga sotto controllo tutti i sintomi.

Visto che nella maggior parte dei casi evolve in un ipotiroidismo, la cura consiste solitamente in una terapia ormonale sostitutiva che aiuta anche a ridurre le dimensioni della tiroide ingrossata.

Tiroidite di Hashimoto: dieta da seguire

Dal momento che non esiste una vera e propria cura per la tiroidite di Hashimoto, è importante che la nostra dieta sia studiata in modo da ridurre il più possibile sintomi e effetti collaterali della malattia.

Seguendo un’alimentazione corretta, possiamo alleviare i sintomi più fastidiosi. Prima di tutto è importante limitare l’assunzione di iodio che non fa altro che aumentare il rischio di ipotiroidismo. Poi, dal momento che una delle conseguenze di questa malattia è l’aumento di peso, dovremmo cercare di evitare di esagerare con zuccheri e cibi che possono facilmente farci ingrassare.
Inoltre diversi studi hanno osservato una diretta connessione tra allergie, o ipersensibilità alimentare, e la comparsa di tiroidite. Il nostro medico può indicarci una dieta personalizzata, modellata sulle nostre esigenze.

Cibi da evitare per non ingrassare

Con l’aumento di peso dell’ipotiroidismo è meglio impostare per la tiroidite di Hashimoto una dieta dimagrante o che per lo meno ci aiuti a non accumulare chili in eccesso andando ad aggravare un effetto collaterale che già rischiamo con questa malattia. Gli alimenti da evitare quindi ci sono:

  • alghe e molluschi,
  • latticini,
  • cibi ipercalorici o ricchi di zuccheri.

Cibi consigliati per contrastare la tiroidite autoimmune

Sono consigliate invece tutte le fonti di Omega3, come pesce e di frutta e verdura di stagione; evitiamo però le verdure della famiglia delle crocifere, come cavolfiori e broccoli, che possono rallentare il metabolismo.
Altri alleati nella nostra dieta per la tiroidite di Hashimoto sono:

  • l’olio extravergine di oliva,
  • lo zenzero,
  • la curcuma,
  • l’olio di cocco
  • la frutta secca,
  • il tè verde.

La terapia farmacologica

La terapia per la tiroidite autoimmune viene studiata in base alla gravità del problema. In assenza di ipotiroidismo, la cura riguarderà la riduzione del gozzo e il monitoraggio della malattia attraverso regolari analisi del sangue.
Se invece la tiroide non è più in grado di produrre sufficienti quantità dei ormoni (triiodiotironina T3 e tiroxina T4), dovremo seguire una cura ormonale sostitutiva. In base ai valori di TSH e alle nostre analisi, il medico potrà prescrivere la posologia esatta.