6 sintomi inusuali che indicano una possibile malattia cardiaca

Il rischio di incorrere in infarto e alcune malattie cardiache può essere anticipato da alcuni sintomi premonitori. Non è possibile decifrare tutti i segnali di eventuali disturbi cardiaci, ma alcune cose possono far prevedere la loro presenza. Scopriamo i segni inusuali che indicano che potresti avere una malattia cardiaca.

Pubblicato da Elena Arrisico Mercoledì 19 settembre 2018

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Esistono alcuni sintomi premonitori dell’infarto e di alcune malattie cardiache che non avresti mai sospettato. L’importanza della prevenzione è fondamentale se si pensa che queste rappresentano la prima causa di morte nel mondo. Sfortunatamente, non tutti sono in grado di riconoscere i primi sintomi dell’infarto che nel 30% dei casi è anche mortale. Per questo è importante riconoscere i segni, anche inusuali, che indicano che potresti avere una malattia cardiaca da non sottovalutare. In caso di dubbi, è consigliabile contattare il medico, per avere il parere di un esperto.

Disturbi a denti e gengive

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Non tutti sanno che lo stato della salute orale è un indicatore anche della salute cardiovascolare. La bocca è costantemente piena di batteri, sia buoni che cattivi: questi ultimi possono accedere al flusso sanguigno tramite la bocca e provocare un’infiammazione ai vasi sanguigni che, a loro volta, possono condurre a malattie cardiovascolari. Secondo alcune ricerche, le gengive infiammate (parodontite) e la perdita di denti sono sintomi di malattie cardiache.

Labbra blu

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Tra i sintomi premonitori di infarto e malattie cardiache gravi, ci sono le labbra di colore blu. Normalmente le labbra sono di colore rosa acceso, ma possono prendere un colorito bluastro (cianosi) in quelle persone che hanno problemi di cuore: ciò può, infatti, avvenire quando il sistema cardiovascolare non riesce a rilasciare sangue ossigenato nei tessuti, con rischi per il cuore. Naturalmente sarà necessario comprendere se si tratta effettivamente del segnale di una malattia cardiaca o di labbra blu dovute a delle temperature molto basse oppure all’alta quota: in questi ultimi due casi, le labbra torneranno al loro colorito normale presto.

Ippocratismo digitale

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Anche l’ippocratismo digitale o dita a bacchetta di tamburo può rivelarsi un segno di malattie cardiovascolari: si tratta di un ingrossamento delle falangi distali, per cui le unghie cambiano forma, diventando più larghe e spesse. Tale disturbo è indolore e può avvenire in tutte e due le mani: ciò avviene quando il sangue non è ossigenato quanto basta e, dunque, non raggiunge correttamente le dita. Questo sintomo, che indica problemi di cuore, venne descritto per la prima volta da Ippocrate nel V secolo a.C. da cui prende, per l’appunto, il nome.

Bolle gialle sulla pelle

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Indicatrici di un problema di cuore sono le bolle giallastre sulla pelle, che prendono il nome di “xantomi”: queste possono fare la loro comparsa su ginocchia, gomiti, glutei e palpebre e rappresentano un rischio per le arterie. Per la precisione, si tratta di accumuli di lipidi e grassi che tendono a formarsi in soggetti che presentano elevati livelli di trigliceridi e colesterolo cattivo (ipercolesterolemia) che, oltre a depositarsi sulla pelle, possono raggiungere le arterie comportando notevoli problemi per il cuore.

Pieghe nei lobi delle orecchie

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Pare vi sia una relazione diretta tra il rischio di aterosclerosi, malattia in cui le placche si accumulano nelle arterie, e le pieghe diagonali nei lobi delle orecchie. I cosiddetti “segni di Frank” – il nome deriva dal medico che ne parlò per la prima volta, Sanders Frank – pare siano degli indicatori importanti per pensare alla malattia che colpisce le arterie: non è ancora chiaro il tipo di associazione, ma sembra che le due condizioni abbiano origine di natura embriologica.

Aloni attorno all’iride

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A segnalare la presenza di problemi cardiaci, ci sono anche degli aloni attorno all’iride degli occhi: si tratta di un alone grigio che segnala depositi di grassi – conosciuti come “archi senili” – che non sono fastidiosi per la vista, ma che potrebbero essere pericolosi a livello coronarico. Nello specifico, questi archi partono dalla parte superiore e inferiore dell’iride, fino a formare un intero anello senza interferire con la vista. Circa il 45% delle persone sopra i 40 anni manifesta questo genere di problema.