Perdite marroni, cosa sono e quando ci dobbiamo preoccupare

Le perdite marroni sono un tipo di secrezione vaginale che può fare la sua comparsa in diversi momenti della vita per evidenziare la presenza di un possibile disturbo di salute. Non sempre si tratterà di qualcosa di grave, ma in ogni caso è sempre importante capire i segnali che il nostro corpo ci manda per prevenire qualsiasi complicazione futura.

Pubblicato da Paola Perria Lunedì 20 marzo 2017

perdite marroni

Comunemente denominate “perdite marroni”, sono quelle perdite vaginali di sangue scuro che non sono di tipo mestruale, e che si possono verificare sia in periodo intra-mestruale (tra un ciclo e l’altro, spesso in concomitanza con l’ovulazione) che poco prima delle mestruazioni stesse, che anche durante la prima fase di una gravidanza (in questo caso, però, sono normali e determinate dall’impianto dell’ovulo nell’utero).Queste perdite vaginali sono anche dette “spotting”: un termine usato dai ginecologi per definire il fenomeno delle perdite ematiche scure. Le cause di queste perdite di sangue sono diverse a seconda di quale sia l’origine, ma nella maggior parte dei casi non sono tali da far preoccupare anche se non vanno sottovalutate, specie se si tratta di episodi ripetuti. Vediamo di fare un po’ di chiarezza, distinguendo tra perdite da spotting di origine disfunzionale o organica.

Perdite marroni da spotting di origine disfunzionale

Si tratta delle cause più comuni, soprattutto in età fertile, e sono dovute non ad una patologia ginecologica di tipo organico (che vedremo più avanti), ma ad una condizione di disequilibrio psicofisico, o a problemi di natura “meccanica”, tutti risolvibili. Vediamone i principali:

  • Lo stress: è in assoluto il primo fattore che i ginecologi prendono in considerazione quando le loro pazienti parlano di “perdite marroni” tra un ciclo e l’altro, o in prossimità di questo. Accade perché l’ormone cortisolo (quello i cui livelli si innalzano quando siamo stressate) e l’ormone adrenalina, insieme pongono l’organismo in una sorta di stato di allarme, che influenza l’ipotalamo, la parte del nostro cervello che regola anche l’attività delle nostre ovaie, come tutti i bioritmi corporei. In genere questi episodi di spotting sono associati anche a mestruazioni irregolari.
  • Disturbi dell’alimentazione e obesità: anche in questo caso, quando una ragazza soffre di problemi legati all’alimentazione, come l’anoressia, la bulimia, l’obesità da sindrome del mangiatore compulsivo, anche il suo ciclo mestruale perde la bussola. In questi casi, specie quando si parla di bulimia nervosa, si assiste ad una interruzione del ciclo mestruale (amenorrea secondaria) o a cicli mestruali privi di ovulazione con piccole perdite ematiche da spotting. Si tratta di una condizione reversibile, ma assolutamente legata ad un riequilibrio dell’organismo. Mangiare bene, fare dell’attività fisica sana e non compulsiva, dormire regolarmente, sono alcune semplici regole igieniche di salute per riprendere il ritmo naturale della propria funzionalità ovarica.
  • I contraccettivi: sono spesso causa di episodi di spotting. Nello specifico, l’uso di anticoncezionali ormonali, come la pillola, ma anche l’anello vaginale, nel 10% delle donne provoca proprio piccole perdite ematiche scure tra un ciclo e l’altro. In ogni caso, anche se non si tratta di perdite di sangue preoccupanti, sempre meglio segnalare gli episodi al proprio ginecologo. Anche l’inserimento della spirale (IUD) al rame nel 12% circa dei casi, può determinare, specie a pochi mesi dall’inserimento, episodi di spotting. Se le perdite perdurano nel tempo e sono associate a bruciori, allora probabilmente il posizionamento non è corretto, e il dispositivo va rimosso.

Perdite marroni da spotting di origine organica

Veniamo alla cause organiche principali che possono provocare perdite ematiche scure:

  • Cisti ovariche: si tratta di un fenomeno molto frequente. In questo caso gli episodi di spotting si verificano prevalentemente tra una mestruazione e l’altra, e se sono ricorrenti, meglio fare un’indagine attraverso una ecografia pelvica. Anche la sindrome dell’ovaio policistico può manifestarsi in questo modo.
  • Piaghetta al collo dell’utero: detta ectopia, può anch’essa determinare fenomeni di spotting. Di per sé si tratta di una condizione non patologica, anche perché in genere congenita, che oltre a provocare perdite marroni, è segnalata anche da una maggiore produzione di muco vaginale e da piccole perdite di sangue dopo i rapporti sessuali.
  • Fibromi e polipi: sono dei tumori benigni che crescono nell’utero – possono essere cervicali o endometriali – e che possono dare, come sintomi, anche queste perdite ematiche di colore scuro. Si possono diagnosticare facilmente attraverso delle ecografie, e vanno curati o rimossi per via chirurgica. Sono comunque innocui.
  • Lesioni pre-cancerose e cancerose: sono il timore maggiore di ogni donna, perché quando si parla di perdite di sangue marroni, il primo sospetto che viene è che si tratti di un tumore maligno dell’utero. In effetti, avere questo tipo di spotting, in modo ricorrente, e a maggior ragione se si è già in menopausa, può e deve far sorgere il sospetto che ci sia qualcosa di più grave. Effettuare ogni 2-3 anni il pap test dopo i 25 anni, e comunque quando si comincia l’attività sessuale, è il modo migliore per prevenire questo genere di patologie, scoprendone l’insorgenza in fase iniziale. Quindi, per togliervi qualunque dubbio, andate sempre dal ginecologo e parlate apertamente dei vostri dubbi e delle vostre paure, non appena notate perdite e irregolarità sospette tra una mestruazione e l’altra.

Perdite marroni premestruali

Con l’espressione spotting premestruale vengono definite quelle piccole macchie vaginali di sangue scuro che si osservano sugli slip 2-7 giorni prima della comparsa della mestruazione. In genere, non è nulla di cui preoccuparsi, quindi non è necessario ricorrere al ginecologo se il problema scompare spontaneamente in poco tempo e non si presenta in quantità abbondante.
Secondo gli esperti, però, le cause delle perdite prima del ciclo possono essere di diversa natura, più o meno seria, quindi è importante indagare sempre l’origine del problema per confermare o escludere la possibilità che si tratti di un disturbo grave. Pertanto, attraverso specifiche analisi potremo trovarci di fronte a tre cause principali, tra cui:

  1. carenza di progesterone nell’organismo, ovvero di quell’ormone steroideo che durante la mestruazione abbassa drasticamente i suoi livelli provocando la fuoriuscita del sangue e lo sfaldamento dell’endometrio. La presenza di perdite marroni premestruali possono quindi essere il segnale di un’anomalia ormonale, non grave, che può essere contrastata con la prescrizione di un integratore di progesterone;
  2. periodi di forte stress, soprattutto continui nel tempo, che possono provocare diverse alterazioni ormonali, tra cui l’abbassamento del progesterone e l’iperproduzione di cortisolo e adrenalina. In entrambi i casi si verificano delle irregolarità nel ciclo mestruale, di cui lo spotting premestruale ne è un esempio molto comune;
  3. cicli anovulatori, cioè quando non avviene l’ovulazione e per questo non viene rilasciato l’ovocita che può essere fecondato. Nelle donne in cui l’anovulazione si presenta con frequenza o in quelle in cui capita una volta ogni tanto nell’anno senza accorgersene, si osservano sempre delle perdite marroni premestruali o intermestruali, anche abbondanti.

Perdite marroni intermestruali

Le perdite marroni intermestruali si definiscono così perchè possono comparire durante l’ovulazione, prima di un ciclo mestruale o dopo di esso. In ogni caso si manifestano tra una mestruazione e l’altra senza essere associate ai classici sintomi mestruali, come i dolori pelvici, la tensione mammaria, il mal di testa o altro.
Tuttavia, seppur normalmente sia di natura fisiologica e quindi non grave, è necessario ricordare che lo spotting intermestruale può nascondere la presenza di possibili patologie a carico di alcuni organi riproduttori femminili e quindi avere all’origine cause di natura organica, che come abbiamo detto prima, possono annoverare:

  • polipi endometriali
  • fibromi intracervicali
  • pieghetta sul collo dell’utero
  • cisti ovariche o ovaio policistico
  • lesioni pre-cancerose o cancerose

Nei casi meno gravi, invece, le perdite vaginali marroni possono essere conseguenza di:

  • contraccettivi ormonali ai primi mesi di assunzione, cioè 2-3, a cui l’organismo deve ancora abituarsi;
  • un’alimentazione poco equilibrata dal punto di vista nutrizionale, che privilegia un eccessivo apporto di zuccheri o grassi;
  • stress, jet leg, viaggi o variazioni considerevoli nel ritmo sonno-veglia, i quali possono alterare il ciclo mestruale e causare diverse secrezioni vaginali fuori dal ciclo.
  • Perdite marroni in gravidanza

    Le perdite di sangue marroni in gravidanza sono un problema che è bene non sottovalutare perchè potrebbe essere sintomo di qualche problema serio della gestazione. Tuttavia, può anche essere un disturbo del tutto normale che è necessario imparare a riconoscere.
    In genere, le perdite marroni sono caratterizzate da un’esigua quantità di macchie ematiche scure, che non presentano cattivo odore o sintomi fastidiosi. In caso contrario è problema che all’origine del disturbo ci sia un problema da indagare tempestivamente per non mettere a rischio la buona riuscita della gravidanza.
    Pertanto tra le possibili cause dello spotting in gravidanza ci sono:

    • perdite da impianto, evidenti solo entro le prime due settimane dal concepimento poichè è un semplice segnale dell’organismo sottoposto a un nuovo apporto ormonale
    • maggiore sensibilità del collo dell’utero, la cui mucosa può sanguinare limitatamente dopo una visita ginecologica con lo speculum o dopo un rapporto sessuale;
    • espulsione dei residui del tessuto endometriale precedente al concepimento via via che il feto cresce nell’utero
    • gravidanza ectopica, cioè fuori dall’utero, in genere nelle tube di Falloppio, che provoca dei sanguinamenti anche consistenti e che evidenziano il grave rischio a cui una donna va incontro con il proseguire della gravidanza
    • infezione vaginale in corso a causa di un indebolimento del sistema immunitario durante la gestazione che dev’essere immediatamente curato con i consigli del ginecologo
    • aborto spontaneo, spesso per motivi non comprensibili, il quale viene sempre manifestato da piccole perdite marroni, che spesso possono confondersi con altre tipo di perdite, come quelle mestruali o di inizio gravidanza

    Perdite marroni: prevenzione e rimedi naturali

    Per prevenire e curare la comparsa delle perdite marroni è importante cambiare una serie di abitudini di vita, che potrebbero essere causa di disordini ormonali o fonte di stress, che come abbiamo visto sono in genere i fattori di rischio del problema. Pertanto, nei casi lievi, dove non è necessario il consulto del medico, esistono diversi rimedi utili per affrontare le perdite vaginali in modo assolutamente naturale:

    • seguire un’alimentazione sana, che preveda il consumo di alimenti ricche di fibre, proteine, grassi insaturi e carboidrati complessi, oltre a vitamine e minerali, limitando al contrario i grassi saturi e i cibi ricchi di zuccheri;
    • mantenere sempre il proprio peso forma, limitando delle eccessive variazioni di peso in poco tempo dovute a diete drastiche;
    • smettere di fumare evitando così uno dei principali fattori di rischio responsabili dell’irregolarità mestruale;
    • evitare di stare sedute per oltre il 75% della giornata, privilegiando invece uno stile di vita attivo, praticando sport, sedute di yoga o andando semplicemente a camminare tutti i giorni all’aria aperta. In questo modo si manterrà sotto controllo lo stress e si eviteranno problemi mestruali, tra cui le perdite di sangue vaginali.