Vivere a lungo: in arrivo il test della longevità

I centenari nascono con la firma... genetica! Grazie a una ricerca americana la scienza è ora in grado di predire, con una problabilità di successa di circa l'80%, se un sogetto riuscirà a vivere a lungo.

Pubblicato da Lucrezio.Bove Venerdì 2 luglio 2010

Vivere a lungo: in arrivo il test della longevità

Ognuno di noi è programmato per vivere un certo numero di anni e, alcune volte, centenari si nasce. E’ la conclusione degli scienziati della Boston University, che hanno identificato 19 firme genetiche che caratterizzano la longevità: la C4 indica la tendenza a superare la soglia dei 106 anni, la C16 suggerisce che la vita finirà tra i 99 e i 106 anni, la C6 e la C9 dai 100 in poi. Grazie a questa scoperta, la scienza è ora in grado di predire – con una probabilità di successo del 77-80% – se un soggetto vivrà a lungo, senza mai ammalarsi o se sarà capace di superare anche le malattie più gravi.

Il secondo obiettivo degli scienziati di Boston è di scoprire quale sia il segreto dei centenari che non portano la firma. Uno stile di vita sano, un contesto particolare, il bicchiere di vino rosso a fine pasto: tante sono le ipotesi prese in considerazione, ma finora non ci sono certezze.

Per ora ci accontentiamo della nuova scoperta, che la rivista Science ha battezzato Genetic signatures of exceptional longevity in Humans. Tra i principali autori della ricerca, c’è l’italiana Paola Sebastiani, che si è trasferita a Boston ormai da dieci anni: “Per arrivare ai nostri risultati – ha spiegato la ricercatrice- abbiamo studiato l’intero genoma di 801 centenari. E’ stato un lavoro di dimensioni notevoli e non ci stupiamo di aver trovato così tante varianti genetiche.”

Per l’esattezza, confrontando il DNA dei superanziani con quello di persone normali, sono state individuate 300.000 varianti genetiche e 150 combinazioni, che, grazie a un modello di calcolo innovativo, possono essere analizzae per fare una previsione sulla longevità di un individuo, con una certezza di circa l’80%. “È un passo ulteriore verso una genomica personalizzata e verso la medicina predittiva” parole di Thomas Perls, uno dei ricercatori che hanno coordinato lo studio.

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globesmeek.wordpress.com