Vita da pendolare? La salute è a rischio

da , il

    Vita da pendolare? La salute è a rischio

    Sono 13 milioni gli italiani che ogni giorno, per andare a lavoro, all’università o comunque per sbrigare gli impegni quotidiani, salgono su un pullman, un treno o prendono la metropolitana. Molti sono costretti a viaggiare anche diverse ore e questo, certamente, non ha effetti positivi sulla salute. A conferma della tesi una recente ricerca inglese, dalla quale è emerso che, a causa della condizione di costante stress, i pendolari londinesi hanno un’aspettativa di vita inferiore di circa due anni rispetto a chi trascorre solo pochi minuti al giorno sui mezzi di trasporto.

    Certo, non tutti sono a rischio: c’è chi vive la condizione di pendolare in modo positivo, come un’occasione per leggere un libro, il giornale o ascoltare la musica preferita. Chi la vive come una costrizione quotidiana, farebbe bene a cercare un altro lavoro, oppure a impegnarsi per cambiare prospettiva, evitando di piangersi addosso ogni giorno.

    Se i mezzi frequentati sono troppo affollati e non c’è nè lo spazio nè il modo per dedicarsi alle attività “da viaggio” preferite, allora Massimo Di Giannantonio, psichiatra dell’Università di Chieti consiglia di dedicare “il tempo del viaggio alla riflessione personale, per guardare dentro noi stessi e magari rivalutare i benefici di cui godiamo grazie al lavoro. Infine, è sempre opportuno spezzare appena possibile la routine, approfittando di fine settimana o permessi”. E’ importante non recludersi in casa nel week-end, ma uscire e svagarsi, per diluire lo stress accumulato in settimana.

    “Se la scelta del pendolarismo è vissuta come un obbligo – conferma Di Giannantonio – è più probabile vivere in perenne conflitto interiore fra dove si è e dove si vorrebbe essere, senza saper più riconoscere qual è il luogo d’appartenenza: la casa, dove si va quasi solo per dormire, l’ufficio o il mezzo su cui si trascorre tanto tempo ogni giorno”. Ma chi sono i soggetti più a rischio? “Le donne sono più esposte allo stress da pendolarismo, perché spesso vivono peggio la lontananza da casa; più a rischio anche chi ha una personalità vulnerabile ed è meno capace di adattarsi al disagio psicologico della trasferta forzata. Che porta molti a sviluppare aggressività e conflittualità nel rapporto coi familiari”.