Virus e tumori: l’opinione di Veronesi

Virus contro tumori: il punto della situazione sulla ricerca oncologica in un’intervista che Veronesi ha rilasciato al lancio della Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Martedì 14 settembre 2010

Virus e tumori: l’opinione di Veronesi

“I Virus: un nemico invisibile” è il titolo della sesta Conferenza Mondiale sul Futuro della Scienza che si terrà a partire da domenica prossima a Venezia. Il Prof. Umberto Veronesi, oncologo di fama internazionale ha spiegato al giornale QN, le motivazioni di questo argomento, sottolineando quanto poco si parli di questi microscopici organismi, capaci di destabilizzare un intero sistema planetario avanzato, come è capitato con l’ipotesi della pandemia del Virus H1n1. La conferenza ospiterà i maggiori esperti al mondo, ma al contempo, lascerà spazio alle domande del pubblico, quale evento di pura divulgazione.

Si parlerà dei nuovi virus, definiti emergenti; dei vecchi che fanno ancora paura; dei vaccini biotec che non dovrebbero avere effetti collaterali; ma anche e soprattutto della correlazione che c’è tra virus e tumori.

Le recenti acquisizioni scientifiche ci raccontano di come un tumore possa essere causato da un’infezione virale (come ad esempio con l’HPV). Ma Veronesi spiega come sia possibile utilizzare questi organismi come veicoli di terapie molecolari.

Anzi, nell’intervista sottolinea come una ricercatrice, la Dott. Maria Rescigno abbia portato avanti una ricerca utilizzando il batterio della salmonella per stimolare il sistema immunitario contro le cellule cancerogene: lo studio nel prossimo anno passerà alla sperimentazione su pazienti affetti da melanoma.

L’oncologo, direttore scientifico dello Ieo (Istituto oncologico Europeo) ha anche evidenziato l’importanza delle nuove tecnologie applicate alla medicina, come le tecniche che utilizzano l’energia nucleare, la robotica e soprattutto le scoperte relative al dna e dunque la nascita di quei farmaci (in taluni casi già utilizzati) che si definiscono “intelligenti” perché capaci di colpire solo le cellule malate, senza provocare danni all’organismo del paziente.

Il futuro della scienza è qui: nelle nuove terapie.