Via il dolore con uno spray per il naso

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    Via il dolore con uno spray per il naso

    Si chiama Ketorolac, è un antidolorifico presente da anni nel mercato internazionale. Grazie all’azienda americana che lo produce, d’ora in poi esisterà anche la versione in forma di spray nasale: più pratica e meno invasiva. La FDA, l’agenzia statunitense per la regolamentazione dei farmaci, ne ha appena certificato l’efficacia nella cura a breve termine di forme di dolore moderato o moderatamente gravi. Più che nel principio attivo, la novità sta proprio nella praticità di somministrazione, che si presenta come un’alternativa meno invasiva delle iniezioni e delle pastiglie già in commercio. Inoltre, lo spray permette di far passare il dolore molto più rapidamente, in quanto la sostanza viene assorbita attraverso la mucosa nasale nel giro di pochi secondi. L’effetto benefico è quasi immediato.

    La nuova versione del farmaco porta certamente benefici in termini di tempo e praticità, ma come spiega il dott. Diego Beltrutti, esperto in medicina del dolore presso l’Istituto clinico Humanitas di Rozzano “negli ultimi anni scarseggiano molecole davvero innovative per la terapia del dolore e si lavora piuttosto sulle modalità di somministrazione. Anche gli analgesici della categoria della morfina, gli oppioidi, prima si davano solo per bocca mentre oggi sono disponibili anche sotto forma di cerotto da applicare sulla pelle o di lecca-lecca che rilasciano il farmaco a livello della mucosa orale”.

    Il medicinale è da far rientrare nella famiglia dei cosiddetti FANS, gli antinfiammatori non steroidei. E’ dunque utile per il trattamento dei dolori meno intensi, mentre non serve “quando il dolore è di maggiore entità né quando il disturbo dipende direttamente dal nervo”.

    Gli effetti collaterali sono simili a quelli dell’aspirina e degli altri antidolorifici in commercio. La FDA sconsiglia di fare uso dello spray per più di cinque giorni consecutivi, per evitare problemi a livello dello stomaco o sanguinamenti gastroenterici.

    Foto da:

    www.webmd.com