Varicella: quando capita ad un adulto

La varicella è una malattia virale contagiosa e temuta, specie tra gli adulti. Rare le conseguenze pericolose, ma per pazienti a rischio sono disponibili vaccino e terapia antivirale.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Lunedì 14 giugno 2010

Varicella: quando capita ad un adulto

La varicella è una malattia esantematica, tra le più frequenti e forse temute. Si dice sia più pericolosa per gli adulti e quindi sarebbe meglio contagiarsi da bambini per prevenire rischi futuri, come quello di contrarla in gravidanza. Le cose però non sono così semplici: la varicella, come tutte le malattie virali, può colpire in forma leggera o violenta a qualunque età, portando con se le conseguenze temute, se pure non troppo frequenti (sovrainfezioni batteriche, artrite, encefalite e meningite). Attualmente esiste un vaccino, costituito da un ceppo vivo ed attenuato.


In Italia è consigliato solo nei pazienti con difese immunitarie compromesse, o comunque con patologie gravi, mentre negli Stati Uniti, l’Accademia Americana di Pediatria, già da un decennio, lo propone a tutti i bambini tra i 15 ed i 18 mesi. A questa età basta una dose, dopo i dodici anni ed in età adulta ce ne vogliono due, che si iniettano sottocute ed hanno una copertura di circa 10 anni. Gli effetti collaterali pare, siano modesti: si può manifestare l’esantema varicelloso.

Insomma, se proprio uno vuole “prendersi” la varicella, esiste l’alternativa al contagio diretto! Il vaccino però ha un costo notevole, e non tutti concordano ciecamente(io in primis n.d.r) con l’inoculazione di un virus. Razionalità ed il vostro medico di fiducia, vi indicheranno la strada giusta a seconda dei casi. Soprattutto con i bambini, bisogna sapere come è giusto comportarsi.

L’importante è conoscere le possibilità di scelta. Banalmente, grandi e piccini possono trattare i sintomi con un antistaminico e talco mentolato per il prurito e in caso di febbre un antipiretico. Questa può arrivare anche a 39/40° e durare due o tre giorni. In tali casi, il medico potrà scegliere delle terapie aggiuntive per evitare le gravi conseguenze di cui parlavamo prima.

Non solo. Sempre in base alla storia clinica del paziente e alla gravità dei sintomi, si è oggi soliti somministrare (a partire dai 2 anni di età) un farmaco antivirale, che senza bloccare il virus (cosa impossibile!) ne attenua le conseguenze. E’ il classico “acyclovir”, tanto caro a chi soffre di herpes labiale. Quante volte amiche avete provato a coprirlo con il make up?

Sì perché dobbiamo ricordare che questa malattia è provocata dallo stesso virus, che una volta contratto, rimane nascosto nell’organismo per uscire solo in casi sporadici, manifestandosi con le fastidiose vescicole sulle labbra, o con il ben peggiore Herpes Zoster, meglio conosciuto come fuoco di S. Antonio.

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