Tumore: nuove frontiere con la chirurgia robotica

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    Tumore: nuove frontiere con la chirurgia robotica

    Chirurgia robotica: può definirsi l’evoluzione della laparoscopia. E’ già molto diffusa in tutto il mondo, Italia compresa. La star sembra essere il Robot Da Vinci: 4 bracci meccanici (3 per gli strumenti chirurgici ed uno per le fibre ottiche che offrono una visione tridimensionale), un monitor, una consolle con joystick distante dal tavolo operatorio, dalla quale l’esperto chirurgo manovra il dispositivo meccanico. E’ americano, nonostante il nome, ed è stato approvato dalla FDA nel 2000. Essenzialmente è usato per gli interventi di chirurgia oncologica che necessita, soprattutto in alcuni casi, di una precisione estrema, nonché di movimenti che una mano umana non potrebbe fare.

    E’ ad esempio riconosciuto come strumento d’elezione per intervenire sul cancro della prostata. Eliminare la massa tumorale significa nel 70% dei casi, trattati senza Da Vinci, rischiare di compromettere i nervi necessari per l’erezione o la continenza urinaria. Il robot evita tutto questo limitando anche il sanguinamento e la conseguente necessità di trasfusioni, nonché il decorso post operatorio.

    Negli Usa e nella stessa Europa ormai questa tecnica si applica nel 47 % di prostatectomie. In Italia il macchinario è presente in 29 ospedali sparsi su tutto il territorio e fino ad ora è stato utilizzato con 1.600 pazienti. Siamo all’avanguardia una volta tanto: al secondo posto nel mondo dopo gli Stati Uniti, che hanno oltre 500 sistemi robotici operanti, contro i 120 di tutta Europa.

    E’impiegato anche per l’asportazione di tumori renali ed in quelli dei tessuti molli, nonché in ortopedia e cardiochirurgia. Un capitolo importante è riservato anche alla ginecologia: per la rimozione di tumori del corpo e della cervice uterina, dell’ovaio e degli annessi e di altre patologie benigne, con una riduzione della degenza post operatoria del 30- 40 per cento, oltre che del dolore. Controindicazioni? Sicuramente il costo del macchinario: più di due milioni di euro! Comunque ormai è un dato di fatto: i robot non esistono più solo nei cartoni animati o nei film di fantascienza.