Tumore: l’elettroporazione per colpire le cellule cancerose

Test effettuati da un gruppo di ricercatori dell'Istituto Ortopedico Rizzoli hanno dimostrato che l'elettroporazione - una tecnica già utilizzati dai chirurghi a fini estetici - potrebbere rivelarsi utile per il trattamento di alcune tipologie di tumore.

Pubblicato da Lucrezio.Bove Martedì 25 maggio 2010

Tumore: l’elettroporazione per colpire le cellule cancerose

Si chiama elettroporazione, è un trattamento utilizzato dai chirurghi per aprire i pori della membrana cellulare e far assorbire alle cellule il principio attivo di alcune sostanze farmacologiche. La stessa tecnica potrebbe essere importata in ambito oncologico per la cura di alcune tipologie di tumore. Se è vero, infatti, che a fini estetici l’elettroporazione è utile per introdurre nelle cellule creme o altri prodotti anti-età, la stessa procedura potrebbe rivelarsi utile per colpire le cellule cancerose. In particolare, la strategia avrebbe effetti significativi nella cura delle metastasi ossee causate da tumore della pelle in stato avanzato.

L’elettroporazione utilizza scariche elettriche indolori per stimolare la membrana cellulare, allargandone i pori. In tal modo i medicinali antitumorali vengono assorbiti dalle cellule malate molto più rapidamente.

La tecnica è già stata presa in esame da un gruppo di ricercatori dall’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, che ha effettuato diversi test in laboratorio per poi sottoporre alla cura alcuni pazienti che avevano sviluppato metastasi ossee. I risultati sono incoraggianti: la dott.ssa Milena Fini, ricercatrice al Centro di riferimento specialistico di studi preclinici tecnologie e terapie innovative del Rizzoli, ha spiegato: “Abbiamo verificato che in questo modo l’efficacia dei chemioterapici antiblastici viene potenziata soltanto nelle aree interessate dal campo elettrico” con due conseguenze positive: “innanzitutto l’efficacia del trattamento aumenta, cioè in pratica le cellule tumorali muoiono di più, e inoltre non viene alterata l’impalcatura ossea”.

Una nuova speranza per i pazienti che hanno sviluppato metastasi ossea: oltre un milione solo in Europa. Ulteriori studi, ha spiegato la dott.ssa Fini, potrebbero aprire le porte anche per il trattamento di alcune forme tumorali gravi, come il cancro al fegato e quello al pancreas.

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