Tumore: l’aspirina lo previene

L'assunzione giornaliera di una piccola dose di aspirina aiuta a prevenire diverse tipologie di tumore. Lo ha rivelato una ricerca dell'università di Oxford.

Pubblicato da Lucrezio.Bove Domenica 12 dicembre 2010

Tumore: l’aspirina lo previene

Un’aspirina da 75mg assunta ogni giorno per cinque anni riduce fino al 35% il rischio di mortalità per numerose tipologie di tumore. E’ il risultato di una ricerca della Oxford University, recentemente pubblicata su pagine della rivista specializzata “Lancet”. Stando a quanto si legge, tutti gli ultraquarantenni dovrebbero assumere una piccola dosa giornaliera di aspirina a scopo preventivo-precauzionale.

L’effetto protettivo dell’aspirina è stata individuato per puro caso, nel corso di un’indagine effettuata con il fine di studiare gli effetti cardiovascolari del farmaco. Uno studio approfondito che ha coinvolto un campione di oltre 25mila pazienti, rivelando una riduzione di mortalità per cancro pari al 25% nei pazienti che avevano assunto una dose giornaliera di circa 75mg di aspirina. La riduzione del rischio di morte sale fino al 34% se la cura a base di aspirina viene protratta per 5 anni.

L’effetto preventivo dell’aspirina si riscontra tanto negli uomini quanto nelle donne ed è ancora più evidente nei pazienti che hanno superato i 65 anni di età. Stando ai risultati della ricerca, assumendo il farmaco quotidianamente si assisterebbe immediatamente a una diminuzione del rischio di cancro pari al 20%. Con il passare degli anni l’effetto protettivo cresce, tanto che dopo 20 anni si può riscontrare una riduzione del 40% del rischio di tumore intestinale, del 30% per quello dei polmoni, del 10% per il cancro alla prostata e del 60% per il tumore che colpisce l’esofago.

Ma tutta questa aspirina non farà male all’organismo? “Quanto agli effetti collaterali – ha spiegato il coordinatore della ricerca, Peter Rothwell – il rischio di un’emorragia interna è di circa un caso su mille nella popolazione generale: l’aspirina raddoppia tale rischio. Il pericolo di un’emorragia grave è molto basso nella mezza età, ma cresce nettamente oltre i 75 anni”. Secondo Andrea De Censi, direttore di Oncologia medica degli ospedali Gallieri di Genova, gli effetti collaterali sono trascurabili: “E’ la dose cardiologica già comunemente usata negli Usa – ha spiegato – ; noi italiani siamo fatalisti e non utilizziamo i farmaci a scopo preventivo, ma in America questo accade da tempo. Una quantità del genere rappresenta una dose sicura per la salute, a meno che il soggetto non sia già predisposto ad ulcere e similari”.