Tumore alla bocca: uno spazzolino con bio-chip per scoprirlo in 15 minuti

Dagli USA arriva un nuovo strumento per la diagnosi precoce dei tumori del cavo orale. Simile a uno spazzolino, basterà strofinarlo sulle lesioni che si formano su lingua e guance, per scoprire eventuali forme tumorali. In 15 minuti lo specialista avrà il responso da comunicare al paziente.

Pubblicato da Lucrezio.Bove Martedì 4 maggio 2010

Tumore alla bocca: uno spazzolino con bio-chip per scoprirlo in 15 minuti

Ogni anno seimila italiani sviluppano un tumore del cavo orale e nella maggior dei casi lo scoprono troppo tardi. Per questo motivo la mortalità a 5 anni dalla diagnosi supera il 70%, senza contare che chi sopravvive deve spesso sottoporsi a operazioni chiurgiche particolarmente invasive. Eppure basterebbe accorgersene in tempo per avere buone possibilità di uscirne. Lo sanno bene i ricercatori di alcune università americane, che hanno sviluppato un nuovo metodo di diagnosi precoce non invasivo, che potrebbe salvare la vita di migliaia di persone.

Si tratta di uno strumento simile a uno spazzolino da denti, dotato di un nano-biochip in grado di identificare una lesione maligna o pre-maligna con l’accuratezza dei test attulmente in uso. Basterà strofinarlo sulle lesioni che si formano su lingua e guance, per scoprire eventuali forme tumorali. In 15 minuti lo specialista avrà il responso e potrà comunicarlo al paziente. I ricercatori americani stanno ora lavorando per sviluppare un chip ancora più avanzato, che riuscirà a distinguere le lesioni realmente a rischio, da quelle che non evolveranno mai in tumore.

Il dott. McDevitt, coordinatore dello studio che ha permesso di realizzare il nuovo strumento di diagnosi, ha detto che “I pazienti con segni sospetti solitamente finiscono per fare una biopsia ogni sei mesi”, se tutto andrà bene il nuovo metodo permetterà di ottenere una diagnosi definitiva, escludendo la necessità di esami periodici.

Una prima sperimentazione su 52 soggetti ha dato esito positivo. Nei prossimi giorni i verranno effettuati nuovi test su un campione più ampio di pazienti, con la speranza di rendere disponibile la nuova strategia preventiva il prima possibile.