Tumore al seno: le nuove sfide terapeutiche

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    Tumore al seno: le nuove sfide terapeutiche

    Il tumore al seno non deve più essere un big killer. Certe guerre vanno vinte, con la prevenzione, ma anche con tecniche terapeutiche nuove, che permettano una qualità di vita maggiore del passato. Circa 1000 donne, provenienti da tutta Italia si sono incontrate mercoledì a Milano per la manifestazione “Ieo per le donne” a testimonianza che tutto questo è possibile. Come ogni anno si sono riunite presso l’Istituto Europeo di Oncologia, per ricordare la loro battaglia vinta e festeggiare insieme. Quest’anno l’occasione è stata buona per annunciare le nuove sfide terapeutiche in corso presso l’istituto, il cui direttore scientifico è il prof. Umberto Veronesi.

    In particolare, presso lo Ieo è stata attivata la sperimentazione pre-operatoria di un farmaco chemioterapico, il caelyx. L’obiettivo era quello di ridurre le masse tumorali prima dell’operazione. Il medicinale si utilizza già abitualmente nelle fasi avanzate di tumore dell’ovaio e del seno.

    Durante la sperimentazione si è osservata la mancanza dell’effetto collaterale dell’alopecia: non fa cadere i capelli. Una cosa non da poco, per la qualità della vita delle donne in trattamento, che spesso, dopo l’asportazione del seno, perdono un altro elemento della loro identità, della loro femminilità.

    Certo, i capelli ricrescono, sono nulla in confronto ad un cancro…forse. Certo è che in un momento così difficile emotivamente, la cosa non aiuta: per niente. Il nuovo passo è quello di sperimentare il chemioterapico nella fase post operatoria.

    L’altra terapia sperimentata, pronta a sbarcare su tutto il territorio nazionale è la cosiddetta Iart, «Radioterapia intraoperatoria con radiofarmaci» che, come spiega il nome, si pratica durante l’intervento chirurgico di asportazione del tumore: evita il ciclo di terapia esterna che dura due mesi e non necessita di apparecchiature sofisticate e costose.

    Per Veronesi rimane fondamentale però la prevenzione e durante la manifestazione è tornato sul tema: “abbiamo strumenti sofisticati che ci permettono di scoprire noduli invisibili e impercettibili al tatto. Tanto che oggi operiamo un terzo di pazienti con tumori ‘pre-clinici’. Abbiamo studiato 1.258 pazienti e abbiamo visto che il 98% risultano guarite. Questo dato fa capire quanto siano importanti i programmi di prevenzione”.

    Per questo dall’Istituto partirà a breve una nuova ricerca: ‘mortalità zero’. Si analizzeranno 2 gruppi di donne over 50: il primo, sottoposto ai controlli di routine attualmente previsti per il tumore al seno e l’altro con un programma diagnostico intensificato che prevede un mix di mammografia, ecografia e risonanza magnetica. Poi si valuteranno i risultati. Sicuramente ottimi.

    Ma…..donne, la prima arma contro il tumore al seno siete voi, con l’attenzione che vorrete e dovrete dedicarvi.

    Foto da:

    bosco.eldi.it