Tumore al seno e mastectomia preventiva

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    Tumore al seno e mastectomia preventiva

    E’ vero, contro il tumore al seno è possibile effettuare una mastectomia bilaterale totale e preventiva. Non è una scelta facile per una donna ed è sicuramente difficile da comprendere: farsi asportare volontariamente le mammelle. Può far tremare. Eppure convivere col rischio di contrarre un tumore pericoloso può essere peggio. E “Il rischio” è il titolo di un libro edito dalla casa editrice Fontes e presentato nei giorni scorsi presso la Facoltà di Medicina e Psicologia dell’Università “La Sapienza” di Roma, Ospedale Sant’Andrea.

    A scriverlo una donna come tante di noi, che però aveva la consapevolezza di poter sviluppare un cancro al seno, così come era stato per sua madre ed altre donne della sua famiglia.

    Ora ha 31 anni e da quando era ragazzina ha convissuto con la paura della malattia, fino a qualche anno fa, quando ha effettuato un test genetico che ha confermato i suoi dubbi: Silvia ha ereditato da sua madre un gene particolare, il Brca 2, che aumenta di cinque volte il normale il rischio di sviluppare generare un cancro della mammella. La scienza dalla metà degli anni Novanta ci ha offerto questa possibilità: sono state individuate ben due mutazioni genetiche ereditarie, in grado di scoprire si si è altamente predisposte al tumore del seno e dell’ovaio. Ma una volta scoperta la verità, cosa fare? A 28 anni non è facile scegliere di privarsi di un simbolo della propria femminilità, di agire drasticamente con un rischioso intervento chirurgico, anche se oggi le tecniche sono molto meno invasive di un tempo ed in breve si può inserire una protesi sostitutiva della mammella.

    Silvia, giornalista pubblicista, racconta nel libro i suoi drammi interiori, supportati da medici oncologi e psicologi, i dubbi, i timori che l’hanno condotta a questa scelta. “Di sicuro non la migliore”, spiega: non per tutte le donne almeno, ma per lei sì, che non riusciva a vivere la sua giovinezza con serenità, essendo una “sorvegliata speciale” a rischio cancro. Non voleva più vivere con questa spada di Damocle sulla testa. La sua è la storia di una scelta dolorosa ma consapevole. Ed il suo libro non vuole essere un invito alla mastectomia preventiva.

    Tutt’altro: un inno alla vita basato sull’informazione, la consapevolezza e la possibilità di scelta. Non se ne parla abbastanza di queste cose, la scienza ne dibatte ancora. Eppure sul territorio italiano si stanno sviluppando alcuni centri ad hoc per diagnosticare e seguire le donne a rischio. A volte anche con una terapia farmacologica mirata. Ma la scelta spetta sempre all’interessata. L’importante è sapere. Stavolta un libro con una storia difficile per parlare di tumore al seno e prevenzione, non un gioco su facebook.