Tumore al seno: i principali sintomi da non sottovalutare

I sintomi del tumore al seno non sono sempre facilmente riconoscibili, il dolore al seno o il gonfiore sono manifestazioni tipiche anche del ciclo mestruale, così come i noduli al seno non sempre indicano la presenza di un tumore maligno. Ecco 5 sintomi a cui prestare attenzione se volete sapere come riconoscere un tumore al seno.

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    I sintomi del tumore al seno non sono sempre gli stessi, ma variano a seconda del paziente, della forma tumorale e della sua estensione. Nella sua fase iniziale, ad esempio, il tumore al seno può esser completamente asintomatico e, anche quando si percepisce la presenza di un nodulo al seno, non sempre questo è accompagnato da dolore, anzi, quando è indolore le possibilità che sia cancerogeno e che non si tratti di una lesione di natura benigna aumentano.

    In caso di tumore al seno i sintomi iniziali possono non manifestarsi con dolore o altro rende ancora più necessaria una corretta prevenzione: sottoporsi costantemente a esami diagnostici aumenta le possibilità di individuare il cancro al seno in una fase iniziale e, di conseguenza, le possibilità di sopravvivenza e di intraprendere cure meno invasive.

    Oltre agli esami medici che ogni donna dovrebbe effettuare regolarmente, come la visita senologica, la mammografia e l’ecografia mammaria, è possibile praticare mensilmente anche un autoesame per controllare lo stato di salute del seno, ovvero l’autopalpazione.

    L’autopalpazione non sostituisce gli esami citati ma può essere un ulteriore strumento per verificare personalmente la presenza di anomalie nella zona mammaria e del capezzolo. Ci sono, in particolare, 5 sintomi che è fondamentale saper riconoscere per individuare un possibile tumore al seno.

    1. Noduli

    noduli seno

    La presenza di noduli al seno è senza dubbio il primo sintomo che associamo alla presenza di un tumore, ma nella maggior parte dei casi i noduli al seno sono di natura benigna, come nel caso del seno fibrocistico o in presenza di cisti al seno legate a infezioni e infiammazioni.

    Tuttavia, in alcuni casi, i noduli possono anche esser sintomo di un carcinoma mammario, o tumore al seno.

    Come prima cosa è importante saper effettuare una corretta autopalpazione che permette di individuare eventuali noduli al seno. L’autopalpazione è un piccolo esame del proprio seno che ogni donna, a partire dai 20 anni, dovrebbe eseguire mensilmente, una settimana dopo la fine del ciclo mestruale. Questo esame periodico, a differenza degli esami medici, non garantisce una diagnosi precoce ma è efficace per notare cambiamenti nella fisionomia del proprio corpo, da approfondire poi con esami specifici.

    Per una corretta palpazione, mettetevi in posizione eretta e portate il braccio destro dietro la testa e, con la mano sinistra, iniziate a palpare la mammella destra facendo attenzione a masse anomale o indurimenti. Ripetete l’operazione con il braccio sinistro. In seguito questa palpazione va ripetuta, da entrambi i lati, assumendo però una posizione supina; sdraiarsi permette ai seni di appiattirsi e al tessuto di distribuirsi sul petto in maniera più uniforme. Per cogliere la presenza di eventuali noduli dovrete usare i polpastrelli di indice, medio e anulare e fare dei movimenti circolari in senso orario intorno al seno, dall’esterno verso il capezzolo e dal basso verso l’alto.

    Quando si avverte la presenza di noduli al seno come riconoscerli diventa fondamentale.

    Innanzitutto è bene sapere che i noduli al seno possono presentarsi in una sola mammella (localizzazione monolaterale) o, contemporaneamente, in entrambi i seni (localizzazione bilaterale).

    È bene poi tener presente che:

    • i noduli benigni sono solitamente più morbidi, dalla forma tondeggiante o ovale e presentano contorni ben definiti;
    • i noduli maligni sono più duri e non sono mobili, hanno inoltre contorni non ben definiti e determinano cambiamenti anche nella pelle sovrastante che presenta spesso fossette o raggrinzamenti.

    I noduli al seno che si riscontrano con maggior frequenza nascono da cause diverse. Tra i principali noduli di natura benigna ci sono quelli derivati da:

    1. Ascesso mammario, un nodulo al seno che è solitamente doloroso e che provoca arrossamento della pelle e talvolta anche febbre e brividi. È sintomo, non di un tumore al seno, ma di un’infezione batterica, frequente soprattutto durante l’allattamento.
    2. Fibroadenoma, ossia il nodulo benigno più diffuso tra le donne, soprattutto in età fertile. Nella maggior parte dei casi, quando non presenta sintomi dolorosi e non ha un diametro che supera i 3 cm il fibroadenoma viene semplicemente tenuto sotto controllo con esami regolari ma non è necessaria l’asportazione;
    3. Mastopatia fibrocistica, è una dispalasia benigna ossia uno sviluppo anomalo dei tessuti del seno. Compare specialmente nelle donne tra i 30 e i 50 anni e, come il fibroadenoma, va semplicemente sorvegliata tramite autopalpazione e periodiche visite mediche.
    4. Adenosi mammaria, è una lesione benigna della mammella, meno frequente del fibroadenoma o delle cisti al seno, presenta noduli percepibili al tatto ma per nulla legati a forme tumorali.
    5. Cisti al seno, sono alterazioni fibrocistiche che non hanno alcun legame con il carcinoma al seno ma possono aumentare di dimensione e provocare dolore al seno poco prima del ciclo mestruale, andando poi a rimpicciolirsi dopo il ciclo.

    2. Alterazioni del capezzolo

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    Le alterazioni del capezzolo sono un altro sintomo utile a individuare la presenza di un tumore al seno. L’autopalpazione prevede anche una fase di osservazione accurata del capezzolo che non deve presentare protuberanze o rientranze anomale né tantomeno secrezioni sierose o ematiche.

    Il capezzolo non deve essere più sporgente o più ritratto di quanto non sia normalmente, e la pelle attorno al capezzolo non deve subire cambiamenti come ad esempio assumere un aspetto a buccia d’arancia, con fossette o piccole grinze; in questi casi, infatti, potrebbe esser sintomo di un tumore al seno e dovrà esser sottoposto all’attenzione di un medico.

    La secrezione di liquidi dal capezzolo, invece, è un evento normale sia per le donne in gravidanza che per le donne che non allattano e non sono in gravidanza senza che sia sintomo di patologie allarmanti. Tuttavia nel 10% dei casi di cancro al seno si verifica anche secrezione sierosa, quindi questa condizione va sottoposta all’attenzione di un medico.

    Per verificare la presenza di secrezioni anomale, bisogna prendere il capezzolo tra pollice e indice e premere delicatamente, se fuoriesce del liquido o del sangue sarà necessario rivolgersi ad un medico.

    3. Gonfiori e anomalie

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    Il seno gonfio, così come il dolore al seno, è un sintomo tipico della sindrome premestruale; un disturbo che, quindi, si manifesta regolarmente durante l’età fertile e che non dovrebbe destare preoccupazioni.

    Se il gonfiore al seno non è legato al ciclo mestruale o all’inizio di una gravidanza, è necessario indagare, attraverso una visita medica, le possibili cause del disturbo, infatti il seno gonfio e dolorante può anche essere uno dei sintomi del tumore al seno.

    Se di per sé questo disturbo sembra esser totalmente fisiologico, bisogna invece prestare molta più attenzione quando, insieme su un seno gonfio si presentano anche modificazioni cutanee come fossette o raggrinzamenti o si percepisce la presenza di un nodulo al seno.

    Nel caso in cui si notasse un gonfiore anomalo bisogna innanzitutto procedere con una accurata autopalpazione e verificare se ci sono noduli duri e dalla forma irregolare, in tal caso è necessario richiedere subito un consulto di un medico e sottoporsi ad una visita senologica.

    Bisogna infine ricordare che, nonostante quello che si pensi comunemente, i linfonodi ingrossati, specialmente se si tratta di linfonodi ascellari gonfi, non sono un sintomo evidente della presenza di un tumore al seno. Nella maggior parte dei casi, i linfonodi gonfi sono il sintomo di infezioni o infiammazioni di lieve entità.

    4. Irritazioni o arrossamenti

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    Tra i sintomi del tumore che non bisogna sottovalutare ci sono anche alcune particolari imperfezioni cutanee. La pelle del seno non è perfetta, così come le mammelle non sono completamente identiche; per questo motivo è estremamente importante osservare il proprio corpo, eseguendo mensilmente la tecnica dell’autopalpazione, in modo tale da riconoscere più facilmente quei piccoli cambiamenti che possono esser segnali di un carcinoma mammario.

    Tra i cambiamenti della pelle che non bisogna sottovalutare ci sono in particolare:

  • arrossamenti anomali;
  • ispessimento della pelle del seno;
  • un insolito aspetto a buccia d’arancia;
  • irritazione o increspatura della pelle.
  • 5. Dolore al seno

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    Il dolore al seno è una condizione che tutte le donne sperimentano, è infatti uno dei sintomi più tipici del ciclo mestruale, un disturbo che non dovrebbe allarmare ma che può essere fastidioso. Il seno gonfio e dolorante è un normale cambiamento fisiologico se si presenta durante le mestruazioni, l’allattamento o la gravidanza.

    La mastodinia o mastalgia fa parte della sintomatologia della sindrome premestruale e colpisce normalmente entrambi i seni 5-10 giorni prima del ciclo, ma può anche manifestarsi nelle donne in menopausa; in questo caso la causa non dipende dal ciclo ormonale e può esser indagata con una visita senologica. Il dolore al seno può anche esser dovuto ad alcune infezioni, come quelle da herpes zoster, detto anche fuoco di sant’Antonio, ben riconoscibile perché accompagnato da manifestazioni cutanee come bolle e vescicole.

    Il dolore al seno e i capezzoli doloranti però possono anche esser sintomo di un tumore al seno. Non è necessario allarmarsi eccessivamente perché nella maggior parte dei casi il carcinoma mammario, in fase iniziale, non provoca dolore alle mammelle.

    In ogni caso è consigliabile sottoporsi ad una visita specialistica per diagnosticare l’eventuale presenza di forme tumorali.