Tumore al polmone: una pillola al posto della chemioterapia

L’incidenza del tumore al polmone sta aumentando vertiginosamente nelle donne, di pari passo con l’aumento delle fumatrici. Un nuovo farmaco è favorevole alla cura delle donne.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Venerdì 25 giugno 2010

Tumore al polmone: una pillola al posto della chemioterapia

Il tumore al polmone finora è stato curato con la chemioterapia, ma la scienza ci permetterà di sconfiggerlo attraverso delle pillole da prendere comodamente a casa. Questo significherà dimenticare gli effetti collaterali della chemio oltre che, avere uno strumento in più per la cura. Un passo avanto molto importante, che sarà presentato oggi a Roma nel corso della II°Italian Conference on Thoracic Oncology. Al congresso parteciperanno esperti provenienti da tutto il mondo, con l’obiettivo di apprendere le linee guida di utilizzo dei nuovi farmaci, in collaborazione con i nostri ricercatori: l’Italia è stata protagonista nelle ricerche.

Ma di preciso di cosa si tratta e perché è una notizia che riguarda da vicino le donne? Presto detto: stiamo parlando di farmaci biologici, cioè dei cosiddetti medicinali intelligenti programmati per attaccare solo determinate cellule (in questo caso cancerose).

Il farmaco anti-tumorale, che sarà presentato nel corso del convegno, si chiama “gefinitib”, ed ha una caratteristica particolare: agisce solo in presenza di una determinata mutazione genetica che, badate bene, è prevalente nel sesso femminile e nelle persone che non fumano o hanno smesso da molti anni!

Questo significa che una volta tanto le donne hanno un farmaco favorevole al loro organismo. Ma attenzione, non funziona sui tumori ai polmoni di chi ha ancora il vizio delle sigarette. Ve lo abbiamo già ricordato amiche: le donne fumatrici aumentano ogni anno di più come pure i rischi connessi.

Negli Stati Uniti, il cancro al polmone nelle donne ha superato in incidenza quello al seno! Ma non è tutto: se smettete di fumare oggi, i rischi cardiovascolari correlati scompariranno in 3 o 4 anni. Per il rischio oncologico ce ne vorranno almeno 15!

Il pericolo di incorrere in un cancro al polmone per i fumatori aumenta con l’età, ma gli studiosi assicurano che il rischio si azzera se si smette prima dei 35 anni.

Nel pieno della femminilità non sarà il caso di abbandonare questo vizio che prima di uccidere (non so se mi spiego!) rende la pelle brutta? Non siamo più ai tempi della Greta Garbo in cui il fumo era simbolo di sensualità!

Per concludere il medicinale di cui sopra ha già un “fratello” ampliamente utilizzato nel nostro paese: si chiama “erlotinib”. Si usa quando la chemioterapia non funziona, ma presto, si spera di usarlo anche come medicinale di primo approccio. Lo stesso vale per il cugino “ crizotinib”che invece arriverà nel prossimo anno (perdonate i nomi, ma mi sembravano doverosi per completezza d’informazione).

Hanno tutti le stesse caratteristiche: funzionano, ma non sui fumatori. Vi basta come ennesimo motivo per smettere?

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