Tumore al cervello e cellulari: nessun legame?

L’uso del cellulare non provoca il tumore al cervello, o almeno così sembrerebbe. La notizia, fresca di pubblicazione sulle pagine del International Journal of Epidemiology, è il frutto di un’indagine finanziata dall’Agenzia Internazionale per le Ricerca sul Cancro (Iarc).

Pubblicato da Lucrezio.Bove Venerdì 21 maggio 2010

Tumore al cervello e cellulari: nessun legame?

L’uso del cellulare non provoca il tumore al cervello, o almeno così sembrerebbe. La notizia, fresca di pubblicazione sulle pagine del International Journal of Epidemiology, è il frutto di un’indagine finanziata dall’Agenzia Internazionale per le Ricerca sul Cancro (Iarc). “I risultati non ci permettono di dire che c’è qualche rischio associato all’uso dei telefonini, ma è anche prematuro affermare che il rischio non c’è” ha concluso Christopher Wild , direttore della Iarc. Insomma, i dati raccolti finora sono rassicuranti, ma è ancora presto per dire come stanno effettivamente le cose.

Lo studio, chiamato Interphone, è durato più di 10 anni e ha coinvolto 13 paesi, per una spesa complessiva di 19 milioni di euro. Un progetto non da poco, che puntava a dare una risposta definitiva. Oltre 5mila persone tra i 30 e i 59 anni, colpite da tumore al cervello, glioma o meningioma, sono state intervistate riguardo alla frequenza di utilizzo del telefono mobile nel periodo antecedente allo sviluppo della patologia cerebrale. Le risposte sono state successivamente confrontate con quelle date da 7mila soggetti sani.

I risultati ottenuti non hanno messo in evidenza alcuna correlazione diretta tra l’uso costante del telefonino e le due tipologia di tumore, ad esclusione di un aumento dell’esposizione a glioma nei soggetti che trascorrevano diverse ore al giorno con il cellulare attaccato all’orecchio. “Questo risultato – ha spiegato Paolo Vecchia, che ha seguito la ricerca nel nostro paese – è probabilmente falsato da motivi psicologici: probabilmente i malati hanno esagerato involontariamente il tempo passato al telefonino. La prova è che questo aumento si ha solo nell’ultimo gruppo di utilizzatori, e non è graduale. Inoltre solo fra i malati c’è chi ha dichiarato utilizzi di oltre 12 ore al giorno, o addirittura in anni in cui il telefonino non era ancora stato inventato”.

I ricercatori, tengono a precisare, che comunque mai come in questo caso sono necessari ulteriori approfondimenti. Anche perché, negli ultimi anni le abitudini sono cambiate completamente: la media delle ore trascorse al cellulare è certamente più alta, così come sono aumentate le sottoscrizioni ai servizi di telefonia mobile. Non ci si ferma quindi, neanche davanti ai costi ingenti che richiede la ricerca. Solo qualche settimana fa abbiamo parlato del nuovo progetto per un’indagine che durerà 30 anni e coinvolgerà 250mila partecipanti. Non resta che aspettare la conferma.

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