Tiroide ingrossata: sintomi, cause, cure

La tiroide ingrossata è legata a u malfunzionamento di questa importante ghiandola. Ci possono essere, insieme all'ingrossamento della tiroide, sintomi diversi come difficoltà a deglutire o cefalea. Ancor di più però sono le cause che possono portare a questo disturbo. Vediamo quali patologie e disturbi possono celarsi dietro all'ipertrofia tiroidea e come si cura.

Pubblicato da Giulia Sbaffi Lunedì 15 ottobre 2018

Tiroide ingrossata: sintomi, cause, cure
Foto di Emily Frost / Shutterstock.com

La tiroide è un organo molto importante. Questa piccola ghiandola regola infatti il metabolismo, ovvero l’insieme delle reazioni chimiche necessarie a produrre l’energia per i processi vitali di base. Si capisce dunque come qualsiasi alterazione della tiroide possa portare alla comparsa di problemi piuttosto seri. Può capitare di notare un ingrossamento della tiroide: talvolta si tratta di un’alterazione fisiologica, mentre in certi casi è un sintomo di qualche patologia. Vediamo quali sono le cause e le cure della tiroide ingrossata.

Che cos’è la tiroide

La tiroide è una piccola ghiandola che si trova nella parte anteriore del collo, sotto al pomo d’Adamo. La sua funzione principale consiste nel secernere gli ormoni triiodotironina (T3) e tiroxina (T4), che come abbiamo anticipato sopra influiscono sul nostro metabolismo. Gli ormoni tiroidei sono a loro volta regolati dall’ormone tireostimolante (TSH), prodotto dall’ipofisi.

In condizioni di salute, la tiroide non è visibile dall’esterno, benché sia possibile sentirla al tatto. Può però capitare che la ghiandola vada incontro ad un ingrossamento, chiamato gozzo tiroideo, che può essere un campanello d’allarme per diverse patologie.

Le cause della tiroide ingrossata

Una lieve ipertrofia della tiroide può essere fisiologica, dovuta ad un sovraccarico di lavoro. In particolare, si può verificare un aumento della ghiandola durante la prima fase del ciclo mestruale e durante la gravidanza, o per un periodo di grande stress. In questi casi si tratta di un problema transitorio, che non provoca alcuna conseguenza.

Dovresti comunque prestare attenzione a qualunque alterazione nel volume della tiroide, soprattutto se questa condizione si prolunga per più di qualche giorno. Il gozzo – così viene chiamato ogni ingrossamento della ghiandola – può infatti celare alcune patologie. Vediamo quali sono le principali cause dell’ipertrofia tiroidea.

Carenza di iodio

Lo iodio è fondamentale per la produzione degli ormoni tiroidei, e una sua carenza provoca un’alterazione nel funzionamento della tiroide e la possibile insorgenza del cosiddetto gozzo semplice. Ci sono zone geografiche, prevalentemente situate nell’entroterra e sulle alture dei paesi sottosviluppati, le cui acque contengono un basso livello di iodio. Nelle popolazioni che vi abitano si riscontrano molti problemi alla tiroide.

Nei paesi sviluppati, la principale causa di carenza di iodio è una dieta povera di alimenti che contengono questo minerale (sale iodato e pesce marino in primis). Infine bisogna prestare attenzione all’eccessivo consumo di cibi gozzigeni, come le verdure crucifere, che interferiscono con l’assimilazione dello iodio.

Nodulo solitario

Il nodulo tiroideo è una piccola formazione (nella maggior parte dei casi di natura benigna) che si sviluppa sulla ghiandola o al suo interno. Quando l’ingrossamento della tiroide è provocato dalla presenza di un singolo nodulo, prende il nome di gozzo nodulare.

Affinché la ghiandola aumenti visibilmente di volume a causa di un solo nodulo, è necessario che questo sia di dimensioni importanti. Generalmente, più la formazione benigna è grande e in rapida crescita, maggiore è il rischio che evolva in un nodulo maligno. È questo il motivo per cui bisognerebbe tenere sotto controllo una situazione del genere.

Tiroide multinodulare

È anche possibile che si formino più noduli sulla tiroide, dando origine al gozzo multinodulare. Come nel caso del nodulo solitario, la maggior parte delle volte le formazioni sono di natura benigna e solo in rari casi evolvono in un tumore maligno.

Morbo di Plummer

Questa patologia consiste nella formazione di un tumore benigno, ovvero un nodulo che prende il nome di adenoma, all’interno della tiroide. Il nodulo in questione è chiamato tossico, perché la sua presenza provoca un’alterazione nel funzionamento della tiroide, che inizia a produrre più ormoni del necessario.

Il gozzo nodulare tossico nasconde dunque una forma di ipertiroidismo – ovvero un iperfunzionamento della ghiandola. Qualora i noduli che presentano queste caratteristiche siano più di uno, si parla di gozzo multinodulare tossico.

Morbo di Basedow-Graves

Questa malattia autoimmune è la più frequente causa di ipertiroidismo, e può portare all’ingrossamento della tiroide, formando quello che viene chiamato gozzo diffuso tossico. In questo caso non è un nodulo a provocare l’iperfunzionamento della ghiandola, bensì la produzione, da parte del proprio sistema immunitario, di anticorpi che si legano con i recettori del TSH.

A loro volta questi ultimi mimano l’azione dell’ormone tireostimolante, causando un’iperproduzione degli ormoni tiroidei e dando origine ad una condizione di ipertiroidismo. Nel morbo di Basedow-Graves, è proprio l’eccessiva stimolazione della tiroide a scatenarne l’ingrossamento.

Tiroidite di Hashimoto

Anche la tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune, che al contrario di quella vista sopra è causa di ipotiroidismo. Il sistema immunitario di chi soffre di questa patologia produce linfociti B e linfociti C che aggrediscono la tiroide, provocando la distruzione progressiva delle sue cellule.

La ghiandola perde così pian piano la sua funzionalità, diminuendo la produzione di ormoni tiroirei. Per compensare a questa carenza, l’ipofisi aumenta la secrezione di TSH, con l’obiettivo di stimolare la tiroide. È questo che, nel lungo periodo, provoca la formazione del gozzo.

Tiroidite

In generale, la tiroidite è un’infiammazione ai danni della ghiandola tiroidea. Può essere scatenata da un virus, da un batterio (molto raramente) o da una reazione autoimmune, come nel caso della tiroidite di Hashimoto analizzata poco sopra.

Tumore della tiroide

Poco comune, il cancro alla tiroide si manifesta spesso con un rigonfiamento della ghiandola soltanto da un lato e con un aumento di volume dei linfonodi.

I sintomi

La tiroide ingrossata, soprattutto quando si verifica a causa di una delle patologie di cui abbiamo parlato, si manifesta con alcuni sintomi caratteristici. Il primo è naturalmente il gozzo, ovvero l’aumento della ghiandola che la rende ben visibile dall’esterno e particolarmente gonfia al tatto. Ecco gli altri sintomi:

  • dispnea (difficoltà nella respirazione);
  • disfagia (difficoltà nella deglutizione);
  • disfonia (difficoltà nel parlare);
  • cefalea;
  • repentino aumento o diminuzione di peso;
  • esoftalmo (sporgenza degli occhi).

A seconda che il gozzo sia causato da una condizione di ipertiroidismo o di ipotiroidismo, si possono manifestare – in aggiunta a quelli elencati – anche i sintomi tipici di queste due patologie.

Le cure

Non esiste una cura specifica per la tiroide ingrossata. Il trattamento deve essere scelto dopo aver analizzato il problema che vi è alla base. Ciascuna patologia richiede infatti una terapia diversa, che l’endocrinologo ti spiegherà dopo aver effettuato tutti gli accertamenti necessari.

Se l’ipertrofia è lieve e non compromette la funzione della tiroide, è possibile che il medico preferisca evitare qualsiasi tipo di cura farmacologica, monitorando periodicamente la situazione per intervenire in caso di peggioramento della sintomatologia.

I tutti i casi in cui il gozzo è causato da una malattia che provoca ipotiroidismo, la terapia d’elezione consiste nella somministrazione di ormoni tiroidei sintetici, come ad esempio la levotiroxina. Le molecole di questo tipo di farmaci sostituiscono efficacemente gli ormoni che non vengono prodotti – o vengono prodotti in quantità minima – dalla tiroide.

Nel caso contrario, ovvero quando la tiroide ingrossata è causata da patologie che provocano ipertiroidismo, vengono utilizzati i farmaci tireostatici, quali il metimazolo e il tiamazolo. Questi farmaci interferiscono con la sintesi degli ormoni tiroidei, rallentandone la produzione.

Se il gozzo è causato da un’infiammazione (che sia virale o di tipo autoimmune), la terapia principale consiste nell’utilizzo di corticosteroidi. Nel caso in cui la tiroide abbia raggiunto dimensioni eccessive oppure siano presenti noduli (benigni o maligni), si procede con la terapia ablativa.

L’ablazione può essere effettuata tramite terapia radiometabolica. Si tratta dell’assunzione, per via orale, di iodio radioattivo, che viene captato dalle cellule tiroidee e distrugge la ghiandola. La seconda opzione è la rimozione chirurgica della tiroide, che può essere parziale o totale.