Tiroide: ecco perché è donna

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    Tiroide: ecco perché è donna

    “La tiroide è donna: prevenzione, diagnosi e terapia delle malattie tiroidee nel sesso femminile”. Sembra il titolo di un nostro articolo ed invece è quello di un convegno scientifico che si svolgerà domani a Roma presso il Policlinico Agostino Gemelli. Ad organizzare l’incontro Alfredo Pontecorvi, endocrinologo e Direttore dell’Unità di Endocrinologia della stessa struttura universitaria e dal prof. Aldo Pinchera, che invece dirige un medesimo dipartimento presso l’Università di Pisa.

    Ci sono molti motivi per cui la tiroide assume una connotazione tutta femminile e ve ne racconto alcuni suggeriti dagli stessi esperti: se ad esempio 100 donne scelte a caso venissero sottoposte ad un’ecografia della tiroide, in più di 50 sarebbe possibile riscontrare dei noduli. Non accadrebbe se fossero selezionati degli uomini.

    Non solo: la tiroide cronica subacuta (o tiroide di Hascimoto) è una malattia che distrugge progressivamente la ghiandola conducendo ad uno scarso funzionamento e dunque all’ipotiroidismo.

    Ebbene questa patologia colpisce 8-10 volte più le donne degli uomini. Ma cosa comporta un’alterazione del funzionamento in difetto o in eccesso della ghiandola tiroidea?

    Questa ha il compito di produrre gli ormoni tiroidei che una volta entrati in circolo attraverso il sangue, si occupano di regolare il metabolismo: da loro dipende cioè il modo in cui l’organismo utilizza le sostanze nutritive, ma agisce anche indirettamente su altre funzioni quali il battito cardiaco e la temperatura corporea.

    Ecco allora che se la tiroide si ammala, si va incontro a stanchezza, disturbi dell’umore e della memoria a breve termine, alterazioni del colesterolo ed il peggioramento dell’aterosclerosi (con aumento del rischio cardiovascolare) ed infine, ma soprattutto per noi fanciulle, alterazioni del peso corporeo.

    Si può avere un sovra-funzionamento della tiroide (ed in questo caso si parla di ipertiroidismo) o un funzionamento limitato (ipotiroidismo).

    Questo ultimo è particolarmente frequente nelle donne ultra 65enni, o comunque dopo la menopausa (è presente nel 15% della popolazione femminile in questione). “ La terapia è semplice e consiste nell’assunzione di una sostanza naturale, la tiroxina, lo stesso e identico ormone prodotto dalla tiroide. Si tratta di una sorta di integrazione dietetica più che di una vera terapia farmacologica– spiega Pontecorvi.- Essa però va prescritta ai giusti dosaggi e quindi, sotto la guida esperta di un endocrinologo. Troppo spesso, infatti, gli ormoni tiroidei o loro derivati vengono utilizzati impropriamente ad esempio in alcuni prodotti anticellulite o dimagranti: non sempre ne viene testata la sicurezza. L’abuso della terapia ormonale tiroidea, farmacologica o attraverso preparati di questo tipo, può provocare danni a carico di diversi organi, primi fra tutti il cuore e le ossa.

    Già abbastanza sollecitati con la menopausa. Ecco dunque un altro motivo per cui la tiroide è “donna”. Non a caso, quando si comincia ad aumentare di peso e non si riesce a dimagrire, scatta il pensiero (e a volte la speranza) che possa trattarsi di ipotiroidismo.

    Se le avete…perdete queste speranze amiche di Pourfemme. Benché le cose siano collegate ed esista una certa incidenza di questa patologia in donne obese, non è certo la causa principale dell’accumulo dei chili!

    Ma sapete perché la tiroide è fortemente “donna”? Perché dal suo corretto funzionamento in gravidanza dipende il sano sviluppo cerebrale dei bambini.

    Per questo e tanti altri motivi un incontro tutto al femminile, sottolineando un aspetto fondamentale: la prevenzione fatta attraverso regolari controlli. Spiega il Prof. Pinchera: “molte donne non si accorgono che la loro tiroide sta funzionando meno perché la malattia è subdola e lenta a svilupparsi e, dunque, ci si abitua progressivamente a star peggio”.