Sole sulla pelle: come scegliere i vestiti anti Uv

Gli abiti anti Uv permettono di proteggere la pelle in modo adeguato in ogni momento della giornata. La Federal Trade Commission degli Stati Uniti ci dà alcuni importanti consigli per acquistare con cognizione di causa.

Pubblicato da Lucrezio.Bove Giovedì 22 luglio 2010

Sole sulla pelle: come scegliere i vestiti anti Uv

Se avete una carnagione chiara, particolarmente sensibile ai raggi ultravioletti, avrete forse già sentito parlare dei tessuti protettivi. Un’ottima scelta per i turisti, per chi lavora all’aperto e più in generale per chiunque debba trascorrere intere giornate sotto il sole cocente. A volte il cappellino e le creme solari non bastano: gli abiti di tessuto anti-Uv garantiscono una protezione completa, ma come riconoscerli in fase di acquisto? Per spiegarvelo prenderemo spunto da un documento pubblicato dalla Federal Trade Commission degli Stati Uniti.

Innanzitutto ogni abito anti-Uv che si rispetti deve indicare sull’etichetta il fattore di protezione solare, che informa circa la quantità di radiazione che il tessuto riesce effettivamente a trattenere. Per dirsi protettivo, il fattore di protezione non deve essere inferiore a 20: in altre parole, deve poter filtrare almeno un ventesimo dei raggi Uv che lo colpiscono.

Generalmente il tessuto degli indumenti protettivi è sintetico o ha comunque una trama più fitta rispetto al normale. I colori sono scuri o accesi, perchè schermano meglio rispetto ai colori chiari.

Torello Lotti, presidente della Società Italiana di Dermatologia interviene per spiegarci che, a differenza di quanto accade all’estero, in Italia “gli abiti anti-Uv sono ancora abbastanza difficili da trovare, anche perché da noi manca una sensibilità sul tema” e poi continua “dovrebbero essere utilizzati soprattutto da tre categorie di persone: i lavoratori che passano la maggior parte del tempo all’aperto nella bella stagione, come chi lavora sulle strade o i contadini, a maggior ragione se di fototipo chiaro; chi soffre di malattie autoimmuni che rendono la pelle fotosensibile, come il lupus o la porfiria; chi ha avuto un tumore epiteliale entro i 5 anni precedenti”.

Ora che avete tutte le informazioni per acquistare con cognizione di causa, cosa aspettate a prendervi cura della vostra pelle?