Psoriasi: a rischio la vita sociale ed il cuore

da , il

    Psoriasi: a rischio la vita sociale ed il cuore

    La psoriasi è una malattia cronica della pelle, tra le più comuni. Una volta che insorge (tra i 10 ed i 40 anni circa, anche se tale patologia non ha età) non si guarisce mai del tutto, anche se i sintomi (delle chiazze cutanee di vario tipo e localizzazione) scompaiono o si fanno meno evidenti. La psoriasi colpisce in media il 2% della popolazione mondiale, ma quale è la qualità della vita di queste persone? Può una malattia cutanea influire sul lavoro, la famiglia e le relazioni sociali?

    A queste domande ha risposto “Il Progetto Daniele”, uno studio nazionale promosso da Abbott, presentato nei giorni scorsi, i cui risultati non sono stati di certo incoraggianti. Soprattutto per noi donne. Spiega il Professor Fabio Ayala Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università Federico II° di Napoli che ha Coordinato il lavoro: “questa ricerca ci fornisce una fotografia della vita reale del paziente mettendone in evidenza aspetti inediti che riguardano soprattutto l’ambito lavorativo, sino ad ora mai preso in considerazione in altri studi in Italia: il 40% dei pazienti affetti da psoriasi moderata/grave ritiene che la malattia abbia limitato seriamente le proprie aspettative e i progetti di lavoro e carriera. Per il 27% (una persona su quattro) la psoriasi ha penalizzato le opportunità di avanzamento professionale e circa il 22% afferma di aver subito penalizzazioni nelle proprie potenzialità di guadagno”.

    Non solo. L’80% degli intervistati non pratica sport ed il 68% si sente condizionato nella scelta degli abiti da indossare, difficoltà sentita prevalentemente dalle donne, anche se, quasi per contrapposizione sono gli uomini a dichiarare la necessità di un supporto psicologico. Le percentuali al riguardo sono comunque alte: in media il 50% delle persone affette da psoriasi vorrebbe (o lo fa già) ricorrere ad uno specialista in questo campo. Un altro aspetto importante di questo studio evidenzia l’esistenza di alcune co-morbilità, ovvero la presenza di altre malattie concomitanti che colpiscono il 47% dei partecipanti all’indagine. Tra questi, la maggior parte soffre di artropatia psorisiaca (1/3) seguita dall’ipertensione (29%) dall’iperlipemia (13%) e dal diabete (10%). Ne risulta un importante rischio cardiovascolare.

    Combattere questo pericolo oltre che migliorare in generale la qualità della vita delle persone malate è alla base della ricerca stessa, che ha voluto individuare i punti cardine da cui partire per un approccio che deve essere necessariamente multidisciplinare: i dati lo confermano. Il Progetto Daniele, studio multicentrico epidemiologico, è stato condotto su 787 pazienti affetti da psoriasi medio/grave (64% uomini e 36% donne, età media 50 anni) e realizzato presso 29 centri dermatologici pubblici sull’intero territorio nazionale, specializzati nella cura di questa patologia. Più invalidante di quanto si possa pensare, dunque.