Power balance: il braccialetto finisce nel mirino dell’Antitrust

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    Power balance: il braccialetto finisce nel mirino dell’Antitrust

    Power Balance, è il nome del famoso braccialetto dell’equilibrio diventato oramai il tormentone dell’estate. Si tratta di un oggetto simile ad un orologio, schermo piatto e quadrante circolare, ma con una differenza sostanziale: il Power Balance, infatti, è in grado di produrre frequenze positive per tutto il corpo, così almeno recita la pubblicità. Il sospetto ha raggiunto l’Antitrust, che ha deciso di avviare un’istruttoria nei confronti delle due società che distribuiscono e commercializzano il bracciale per possibile pratica commerciale scorretta.

    Le due società che hanno messo in commercio il prodotto, nelle loro comunicazioni commerciali, attribuiscono ai colorati braccialetti di silicone e di neoprene, effetti positivi sull’equilibrio, sulla forza, sulla flessibilità e sulla resistenza fisica di chi li indossa. Caratteristiche estese, chiaramente, anche alle collanine con ciondolo che completano la linea. Il bracciale, infatti, è stato preso d’assalto soprattutto dagli sportivi e dalla persone che amano tenersi in forma.

    L’Autorità garante della concorrenza ha preso questa decisione in base al Codice del Consumo, che definisce scorretti i comportamenti delle aziende in grado di indurre in errore il consumatore medio sulle caratteristiche principali dei prodotti venduti, come ad esempio i risultati che si possono attendere dal loro uso durante gli allenamenti sportivi.

    Le due società, entro i prossimi 15 giorni, sono tenute a fornire un’idonea documentazione medico-scientifica sulle proprietà e gli effetti sul corpo umano attribuiti ai prodotti, compresa “l’istantanea efficienza dei sistemi elettronici, chimici e biologici dell’individuo”. Sempre a carico delle due società sarà anche la prova dell’assenza di eventuali controindicazioni per la salute e la sicurezza dei consumatori che possono derivare dall’uso dei prodotti.

    Qualora l’indagine dell’Antitrust dovesse rivelare comportamenti scorretti a danno dei consumatori, chiunque abbia acquistato i bracciali in questione potrà avviare attraverso il Codacons le procedure per ottenere il rimborso di quanto pagato.