Perdite acquose prima e dopo il ciclo: cause e cosa fare

Le perdite acquose sono delle secrezioni vaginali la cui presenza si può notare soprattutto nei giorni prima e dopo il ciclo. La loro comparsa raramente deve destare preoccupazione poichè si tratta di un fenomeno del tutto fisiologico attuato dall'organismo femminile per proteggere gli organi riproduttivi. Ma vediamo nel dettaglio di che cosa si tratta e quando bisogna preoccuparsi.

Pubblicato da Veronica Caudullo Martedì 8 agosto 2017

Perdite acquose prima e dopo il ciclo: cause e cosa fare

Quando si notano delle perdite acquose prima e dopo il ciclo, è bene conoscerne le cause per sapere cosa fare e come risolvere il problema. Nella maggior parte dei casi, queste particolari secrezioni sono una circostanza assolutamente normale da annoverare tra le eventualità fisiologiche che interessano l’apparato riproduttivo femminile, quindi non è necessario rivolgersi al ginecologo. Altre volte, invece, questo tipo di perdite vaginali possono essere la spia di alcune infezioni batteriche presenti nella donna, come nel caso delle perdite bianche acquose. Vediamo più in dettaglio di che cosa si tratta.

Cause delle perdite acquose

A differenza di altre tipologie di secrezioni vaginali, come le perdite gialle, quelle acquose non dovrebbero destare troppa preoccupazione nelle interessate, perché nella stragrande maggioranza dei casi non sono il sintomo di un disturbo o di un’anomalia, ma solo la manifestazione più evidente di un fenomeno fisiologico assolutamente normale.
Anzi, spesso, le perdite dalla consistenza acquosa, prive di odore, trasparenti e chiare, sono da considerare il segno del buon funzionamento dell’organismo femminile: sono infatti una sorta di meccanismo di difesa con cui si espellono cellule morte e batteri potenzialmente pericolosi, per la salute e l’equilibrio dell’apparato genitale femminile.
Tuttavia, le cause che provocano delle perdite acquose possono essere diverse e non sempre di natura completamente fisiologica. Ecco di seguito le principali.

Perdite acquose prima del ciclo

Le perdite acquose che compaiono prima del ciclo possono essere la normale conseguenza dell’aumentata lubrificazione degli organi genitali interni, oppure può trattarsi della perdita di un po’ di urina, per ragioni che non devono allarmare se il fenomeno non è accompagnato da cattivi odori, prurito o irritazioni.
In alcuni casi, però, possono anche essere le prime avvisaglie di una gravidanza. Solitamente, le secrezione che annunciano il concepimento sono delle perdite bianche, determinate dai cambiamenti ormonali già in atto nel corpo della donna all’inizio di una gravidanza. Ma può anche capitare che siano di consistenza acquosa e trasparenti.

Perdite acquose e ovulazione

Non è raro che nei giorni immediatamente precedenti, e nel bel mezzo dell’ovulazione, si notino delle perdite acquose. In questo preciso periodo della vita di una donna, le perdite vaginali, di per sé più abbondanti, diventano più alcaline ed acquose, e diminuiscono la propria viscosità per facilitare l’eventuale passaggio degli spermatozoi e la fecondazione della cellula uovo.

Perdite acquose dopo il ciclo

I sintomi legati al flusso mestruale variano da donna a donna, ma in un modo o nell’altro, tutte osservano delle secrezioni vaginali dopo il ciclo. Per alcune si tratta di perdite trasparenti di consistenza acquosa, per altre invece sono secrezioni, sempre incolori e inodori, ma di natura più filamentosa.
Questi fenomeni possono continuare per alcuni giorni dopo il ciclo ed essere causa di una maggiore lubrificazione della vagina e una protezione in più per la difesa da possibili agenti patogeni.

Perdite acquose dopo un rapporto

Osservare delle perdite acquose e filamentose immediatamente prima e dopo un rapporto sessuale è normale. Tale fenomeno è presente in tutte le donne e indica la messa in atto di due processi fondamentali: il primo è l’eccitazione sessuale, infatti se nell’uomo è data dall’erezione, nella donna è evidente con delle secrezioni trasparenti.
In secondo luogo, invece, le perdite acquose sono essenziali per la protezione della vagina e delle mucose intorno ad essa, le quali, inumidendosi, non generano attrito, e quindi dolore, durante la penetrazione e non subiscono lesioni di alcun tipo. Nello specifico, è possibile distinguire tre diversi tipi di secrezioni:

  • muco cervicale, secreto dalla cervice, ha una consistenza fluida e poco densa per agevolare la risalita degli spermatozoi verso l’ovulo;
  • fluido di lubrificazione vaginale, è presente in quantità maggiore nelle secrezioni visibili dopo un rapporto perchè utile a rendere più facile l’inserimento del pene in vagina;
  • liquido seminale femminile, eiaculato dalla donna in piccole quantità ad ogni rapporto anche se non raggiunge l’orgasmo, ma la sua funzione non è ancora stata chiarita.

Perdite acquose dopo l’attività fisica

Alcune donne hanno osservato che dopo un intenso sforzo fisico, in palestra o dopo lo sport, si manifestavano delle perdite vaginali acquose. Nella maggior parte dei casi le perdite acquose dopo attività fisica sono da ricondurre ad una involontaria stimolazione delle ghiandole della vagina. Il fenomeno il più delle volte è temporaneo e non associato ad altri problemi fisici rilevanti, per cui l’uso di salvaslip è sufficiente a limitare i disagi.
Tuttavia, il problema non è da sottovalutare se si presenta per più giorni consecutivi e in maniera frequente. In alcuni casi, infatti, può darsi che le perdite acquose da sforzo siano da associare alla presenza di infezioni vaginali, anche di seria entità, per cui bisognerebbe intervenire farmacologicamente.

Perdite acquose e infezioni vaginali

In certi casi, seppur rari, le perdite acquose possono essere un campanello d’allarme che indica la presenza di un problema patologico associabile a possibili infezioni vaginali. Spesso si tratta di infezioni dovute a malattie sessualmente trasmissibili o ad infiammazioni dell’apparato genitale della donna, di cui le più comuni sono:

Perdite acquose vaginali: quando preoccuparsi

Come abbiamo visto prima, le perdite acquose fisiologiche non vengono accompagnate da alcun tipo di disturbo o sintomo. Questo può aiutare a individuare la presenza di un’infezione vaginale batterica, perché, in questo caso, si dovrebbero riscontrare i seguenti sintomi:

  • dolore intimo
  • perdite maleodoranti
  • prurito e arrossamento
  • sanguinamento anomalo
  • alterazioni nelle secrezioni vaginali di consistenza e colore
  • perdite abbondanti e frequenti

Perdite acquose: quando rivolgersi al ginecologo

Nella maggior parte dei casi, non trattandosi di un sintomo pericoloso, non è necessario intervenire se si verificano delle perdite acquose e trasparenti, soprattutto se queste scompaiono spontaneamente e si risolvono in poco tempo senza sintomi annessi.
Se, invece, le perdite acquose sono accompagnate da cattivo odore intimo o altri disturbi vaginali, è importante rivolgersi subito al ginecologo per verificare, o escludere, la presenza di infezioni o altre possibili problematiche.
L’esperto potrà valutare il problema prelevando un campione di secrezione con un tampone vaginale e analizzandolo in laboratorio. In questo modo potrà individuarne le cause e intervenire con la cura più adeguata.

7 consigli per prevenire le perdite acquose vaginali

Per prevenire la comparsa di perdite acquose di natura patologica è necessario fare particolare attenzione al proprio stile di vita. Infatti, sono molteplici le abitudini errate che potrebbero causare delle alterazioni nella flora batterica vaginale dando così inizio alle infezioni. Per prevenire qualsiasi problematica sono da ritenersi utili alcuni semplici consigli:

  1. seguire un’alimentazione variegata e ricca dei preziosi elementi nutritivi utili per il buon funzionamento di tutte le funzioni biologiche dell’organismo, assimilando nelle giuste proporzioni carboidrati complessi, grassi saturi, proteine, fibre, vitamine e minerali;
  2. idratare giornalmente il corpo, bevendo almeno 2 litri d’acqua al giorno, anche grazie al consumo di tisane e infusi, in modo da mantenere sempre pulite e funzionali le vie urinarie, le cui infezioni passano da quelle vaginali e viceversa;
  3. limitare la biancheria intima sintetica e i pantaloni troppo stretti, per evitare irritazioni o infiammazioni vaginali dovuti allo sfregamento con tessuti nocivi o alla poca traspirabilità della vagina, causando una variazione nel suo Ph;
  4. usare il più possibili detergenti intimi neutri, senza eccessive profumazioni o sostanze chimiche, le quali potrebbero anch’esse modificare il Ph vaginale e causare vaginiti. Inoltre, effettuare una giornaliera e accurata igiene intima, evitando lavande e deodoranti vaginali;
  5. favorire l’utilizzo di indumenti traspiranti e creati con fibre naturali, quali il cotone puro, per evitare problemi di sudorazione o umidità nelle zone intime che potrebbero dar sfogo alla proliferazione di batteri infettivi;
  6. evitare i rapporti sessuali non protetti, specie con partner di cui non si conosce la storia clinica. In alcuni casi, le infezioni dell’uomo sono asintomatiche e quindi non visibili ad occhio nudo, ma potrebbero causare diversi e gravi problemi all’apparato genitale e urinario femminile;
  7. limitare l’assunzione di farmaci, quando possibile, e non abusarne mai per troppo tempo poichè, in particolare gli antibiotici, indeboliscono il sistema immunitario e lo rendono vulnerabile di fronte alle infezioni.

Perdite acquose in gravidanza

Maggiori preoccupazioni possono essere date dalle perdite acquose in gravidanza. Tuttavia, le perdite acquose, anche in questo caso, non sono un campanello d’allarme, ma il segnale del buon funzionamento organico.
In particolare, le perdite acquose sono la conseguenza del diverso apporto ormonale nella prima fase della gravidanza, a cui il corpo deve progressivamente abituarsi, e possono indicare una temporanea incontinenza urinaria nella seconda parte della gestazione, ovvero quando l’ingrossamento del feto va a schiacciare sempre più la vescica.

Idrorrea o liquido amniotico?

Soprattutto alla fine dei fatidici 9 mesi, la presenza di improvvise perdite acquose può diventare un’incognita di non poco conto. La cosiddetta idrorrea gravidica è la secrezione, anche abbondante, di fluido vaginale inodore, incolore e asintomatico, che può manifestarsi in qualsiasi momento della gravidanza per gli sbalzi ormonali del periodo.
Se compare in prossimità della fine della gestazione è normale confonderla con il liquido amniotico e quindi affrettarsi in ospedale per partorire. Ma la rottura delle acque prevede la fuoriuscita di una gran quantità di liquido, simile ad una cascata, al contrario l’idrorrea è un fenomeno facilmente tenuto sotto controllo con dei salvaslip.

Perdite acquose in menopausa

La menopausa è un periodo molto delicato per una donna e nonostante l’attività mestruale sia terminata ciò non si può proprio dire per le perdite vaginali, che possono manifestarsi in diversi modi.
Le perdite acquose in menopausa, possono presentarsi e, se non provocano fastidi, irritazioni o sintomi specifici, non devono allarmare perchè sono una diretta conseguenza dello sbalzo ormonale a cui il corpo sta andando incontro. Se il disturbo compare dopo diversi anni dalla fine del ciclo e si alterna a diverse fasi di secchezza vaginale può essere causato dalla riduzione delle pareti della vagina, che vanno incontro all’atrofia, o alla possibile insaturazione di infezioni, dovute all’alterazione del Ph interno o alla proliferazione di batteri.
In entrambi i casi, è necessario rivolgersi al proprio ginecologo, il quale provvederà a scoprirne la causa e ad associargli la giusta terapia.