Pentole in materiali cancerogeni made in China, attenzione alle truffe

Nel nostro Paese arrivano moltissimi utensili da cucina Made in China non a norma, pericolosi per la salute, cancerogeni, per questo meglio evitare punti vendita sconosciuti.

Pubblicato da Paola Perria Giovedì 29 dicembre 2011

Pentole in materiali cancerogeni made in China, attenzione alle truffe

Attenzione a pentole e tegami in materiali tossici, addirittura cancerogeni, che giungono in Europa (e in Italia) dalla Cina per essere venduti, questo è l’allarme lanciato dai sistemi di controllo europei (Rasff) a proposito della grande quantità di accessori da cucina made in China che riempiono anche i nostri empori. Come districarsi e sapere che le pentole dentro alle quali cuciniamo i nostri cibi non mettono a rischio la nostra salute? A sollevare in modo più “rumoroso” il problema è stato Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei diritti”, a cui tutti noi consumatori possiamo rivolgerci per questa, e per tante altre questioni.

Secondo D’Agata, anche se il nostro Ministero della Salute rende noto che in Italia i controlli sono accuratissimi e aggirarli praticamente impossibile, non bisogna comunque mai abbassare la guardia. Solo dal mese di luglio, infatti, nel nostro Paese sono giunti da Cina e Hong Kong 467 lotti, dei quali 5 non erano a norma, ovvero, erano tossici.

«Il caso più clamoroso – informa una nota del Ministero – riguarda una pentola per friggere in arrivo da Hong Kong in cui è stata evidenziata una migrazione di composti pari a 1000 mg/Kg. Ciò significa che con il calore, il tegame avrebbe rilasciato un grammo di sostanze nocive per ogni chilo di pietanze cotte al suo interno. Tra i composti tossici c’è anche il manganese, e il cromo, uno dei principali componenti degli acciai usati per realizzare utensili: in alcuni coltelli e forbici per alimenti sono state rilevate emissioni di cromo cinquecento volte oltre i limiti».

Insomma, vere e proprie armi chimiche improprie in grado di avvelenarci. L’unica soluzione, per proteggerci, è che le maglie dei controlli siano quanto più strette possibile, e a quanto pare in Italia siamo tra i più attenti e rigorosi, come spiega Silvio Borriello, Direttore generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e della nutrizione del Ministero della Salute: “A differenza di altri stati membri noi svolgiamo accertamenti sanitari alle frontiere, e non solo controlli fiscali alla dogana.

A ciò si aggiunge il potere di vigilanza delle Asl in fase di commercializzazione della merce». Prova ne sia che secondo il Rasff l’Italia è il primo Paese, in Europa, quanto a numero di segnalazioni (di merce non a norma e quindi soggetta a restituzione o distruzione se nociva per la salute pubblica), il che ci conforta, ma questo non impedisce che qualcosa sfugga comunque.

Che fare? Effettuare i vostri acquisti relativi agli utensili da cucina in punti vendita conosciuti e soprattutto non farvi incantare troppo dalle sirene dei prezzi stracciati, che a volte nascondono delle truffe. Materiali scadenti e tegami che si guastano subito vi fanno forse risparmiare? Direi di no, perciò… occhio!