Omeopatia o fitoterapia, come scegliere

Omeopatia e fitoterapia: due medicine naturali che spesso vengono confuse tra loro ma che in comune hanno bel poco. Ecco allora un confronto sui temi generali.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Domenica 7 novembre 2010

Omeopatia o fitoterapia, come scegliere

L’omeopatia e la fitoterapia sono due medicine naturali molto diverse tra loro, anche se sostanzialmente si tende a confonderle. La scelta per una o l’altra scienza va valutata a seconda dei casi e la propria filosofia di vita. In comune hanno la necessità di affidarsi ad un esperto: omeopata o fitoterapeuta che sia, non è opportuno il fai da te. Ma vediamo allora quali sono le sostanziali differenze. Ambedue utilizzano sostanze di origine naturale, cioè non trattate chimicamente in laboratorio, ma mentre per la fitoterapia ci si riferisce solo a piante (dette appunto piante officinali o medicinali) con l’omeopatia le sostanze prescelte hanno origine sia nel mondo vegetale che in quello animale e minerale.

La Fitoterapia inoltre, ha le sue radici nella tradizione popolare, anche se di recente per molti prodotti sono stati effettuati vari test clinici, mentre l’omeopatia ha origine da Samuel Hahnemann, un medico tedesco che visse nel 1800. Anche in questo caso però i principi generali sono presenti già ai tempi di Ippocrate. Quali? Secondo l’omeopatia la malattia si sviluppa quando nell’essere umano si altera l’equilibrio prestabilito tra corpo, mente e spirito. C’è una visione olistica e non si cura dunque la patologia, ma il malato nel suo insieme.

Diverso è il concetto basilare della fitoterapia, molto più vicino alla farmacologia e medicina tradizionale: la pianta ha proprietà medicamentose per curare il sintomo o la malattia stessa, come nel caso di un mal di gola o di una cefalea. E’ una visione definita allopatica. Inoltre: la fitoterapia utilizza il fitocomplesso, ovvero l’intera pianta.

In omeopatia la sostanza naturale viene ampiamente diluita e scossa a tal punto che nel prodotto finale difficilmente si riscontra il principio attivo naturale. Questo perché in tale medicina alternativa, vige il principio della “similitudine”: il rimedio curativo per una persona malata consiste nella sostanza che in un sano provocherebbe gli stessi sintomi. Per non intossicare il paziente, il principio attivo naturale è ridotto in quantità infinitesimali. Per questo è difficile che ci siano effetti collaterali seri.