Obesità: muore la donna più grassa d’Inghilterra

Morire di bulimia, dopo una depressione post-partum. E’ la storia di Sharon Mevsimler: con i suoi 285 chili era la donna più grassa d’Inghilterra. Ricoverata, mangiava di nascosto.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Giovedì 29 luglio 2010

Obesità e bulimia possono uccidere. Un caso eclatante è quello di un paio di giorni fa, quasi passato in sordina. Ma vogliamo parlarvene, anche se i toni estivi ci conducono altrove, perché su certe tematiche che colpiscono maggiormente le donne, non bisogna mai abbassare la guardia. Dalla cronaca è giunta la notizia della morte di Sharon Mevsimler, 40 anni e madre di quattro figli. Con i suoi 285 chili era la donna più grassa d’Inghilterra. Se di bulimia si può morire, questa forse è stata la sua scelta, non sappiamo quanto volontaria. Era ricoverata da qualche tempo in un ospedale a causa dei problemi di salute dovuti al suo peso.


Era ovviamente sottoposta ad una dieta alimentare molto rigida e in una recente intervista televisiva aveva denunciato l’abbandono da parte del personale medico del nosocomio che la ospitava e che, pare le avesse negato un’operazione di bypass gastrico. “Mi lasciano morire, nessuno ha simpatia per le persone obese. Se fossi stata anoressica avrei ricevuto le giuste cure”. Questa la sua denuncia.

E’ difficile dire se fosse vero. Probabilmente è quello che lei sentiva ed andava supportata maggiormente in questo senso, forse. Sembra che sia morta per un arresto cardiaco, nulla di più semplice nelle sue condizioni di salute, ma ciò che deve turbare è che fino all’ultimo ha mangiato di nascosto pollo fritto, uno dei suoi cibi preferiti. E questo è accaduto con l’aiuto dei suoi familiari.

Nessuno è criticabile in questa storia. Chi le voleva bene probabilmente aveva solo intenzione di alleviarle le sofferenze, il senso di abbandono. Le autorità sanitarie locali, sulla difensiva, hanno dichiarato che la donna non ha fatto nulla per aiutarsi.

Io non sono un medico specialista, ma solo un’osservatrice, una che cerca di dialogare con le persone e questo mi ha fatto capire come sia difficile aiutare una persona che soffre di obesità o bulimia, perché si tratta di malattie che hanno un’origine complessa.

Nel caso di Sharon, tutto è iniziato con una depressione post-partum. Quando si è sposata era una ragazza normopeso. Il marito l’ha seguita fino alla fine, abbandonando anche il lavoro per poterla curare adeguatamente. Chissà se c’è anche lui tra gli involontari colpevoli che le portavano il cibo di nascosto.