Obesità: le città italiane fanno ingrassare

L'assenza di parchi e piste ciclabili nelle città è una delle prime cause della diffusione dell'obesità nel nostro paese. Lo ha detto la dott.ssa Maria Gabriella Gentile, presidente del Centro per disturbi del comportamento alimentare all’ospedale Niguarda di Milano.

Pubblicato da Lucrezio.Bove Sabato 2 ottobre 2010

Obesità: le città italiane fanno ingrassare

Le città italiane, per come sono strutturate, fanno ingrassare. E’ anche per questo che il problema dell’obesità si sta diffondendo a macchia d’olio nel nostro paese. Lo suggerisce la dott.ssa Maria Gabriella Gentile, presidente del Centro per disturbi del comportamento alimentare all’ospedale Niguarda di Milano. L’effetto ingrassante della vita in città sarebbe da ricondurre all’assenza di spazi verdi e piste ciclabili, la cui presenza incentiverebbe l’attività fisica e il gioco dei ragazzi.

Questi e altri argomenti sono stati affrontati durante la presentazione della prossima edizione del Giornate di nutrizione clinica. “Si va in macchina anche all’ufficio postale sotto casa. E i figli si abituano fin da piccoli a stare seduti 24 ore su 24 e a non camminare, perché di occasioni per fare un po’ di movimento la città ne offre sempre di meno. Muoversi in bicicletta o a piedi è impossibile” ha detto la dott.ssa Gentile. Secondo l’esperta, tra le città più popolate, l’unica a salvarsi è Venezia, dove i cittadini sono costretti a muoversi sulle loro gambe.

Anche i bambini sono a rischio: l’assenza di parchi li costringe a stare in casa davanti tv, pc e videogiochi in compagnia dei genitori, i quali spesso e volentieri pur di compiacere i figli permettono loro di rimpinzarsi di merendine e altri snack ipercalorici.

La specialista punta il dito contro i sindaci e le istituzioni, che “dovrebbero investire di più su questi aspetti. Perché le spese legate all’obesità sono altissime. Questi pazienti sviluppano un numero altissimo di patologie correlate, dal diabete alle malattie cardiovascolari. E le spese per il Servizio sanitario nazionale schizzano alle stelle. Forse sarebbe meglio investire in prevenzione. Il risparmio sarebbe assicurato”. E come darle torto: basti pensare che ormai i pazienti obesi rappresentano il 2-3% dell’intera popolazione adulta. Cari sindaci, avete intenzione di fare qualcosa?