Obesità: i cibi grassi non saziano mai

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    Obesità: i cibi grassi non saziano mai

    E’ noto da tempo, ed è stato provato scientificamente, che le persone obese o in sovrappeso hanno maggiori difficolta a raggiungere il senso di sazietà rispetto ai soggetti magri. Finora, però, nessuno aveva indagato per scoprire cosa si nascondesse dietro a questa evidenza. Ci hanno pensato il dott. Michael Cowley e i colleghi australiani del Monash Obesity and Diabetes Institute (MODI) della Monash University, effettuando una ricerca che si è recentemente guadagnata le pagine della rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

    Grazie ad alcuni test su topi da laboratorio, gli studiosi australiani hanno costatato che un’alimentazione ricca di grassi influisce negativamente sul senso di sazietà. L’assunzione di cibi grassi, infatti, porta a una crescita esponenziale delle cellule di supporto ai neuroni coinvolti nella sintesi dell’ormone che regola l’appetito: la proopiomelanocortina (POMC). L’eccesso di queste cellule “isola” i neuroni, che non sono in grado di “trasmettere” all’apparato sensoriale il senso di sazietà.

    “Si tratta di circuiti neuronali che regolano nel profondo i comportamenti alimentari e il metabolismo energetico e che avvengono naturalmente nel cervello” ha spiegato Cowley, specificando inoltre “si formano a livello embrionale, quindi in teoria un individuo potrebbe avere la tendenza all’obesità prima ancora di mangiare il suo primo pasto”. Ma questa non deve diventare una giustificazione per rimpinzarsi di ogni ben di dio. Anche perché, a quanto pare, è più facile riempirsi lo stomaco con un piattone di verdure, piuttosto che con una matriciana o una parmigiana. Quindi, se anche dovesse esserci una predisposizione di fondo, è comunque possibile cambiare le proprie abitudini alimentari per ridurre al minimo il rischio di obesità.