Noduli tiroidei: sintomi e cure

Quando scopriamo noduli tiroidei ossia piccole tumefazioni all'interno della tiroide, il primo pensiero va al rischio di tumore. Questi noduli invece sono quasi sempre benigni ma è importate capire le cause e valutare se sono legate ad altri problemi alla tiroide.

Pubblicato da Redazione Giovedì 18 ottobre 2018

Noduli tiroidei: sintomi e cure
Foto di Snezana Ignjatovic/Shutterstock.com

I noduli tiroidei rappresentano una delle affezioni più comuni della tiroide.  I problemi a questa ghiandola sono abbastanza comuni soprattutto nelle donne di età compresa tra i 50 e i 60 anni.  I noduli tiroidei possono essere asintomatici ma in molti casi riusciamo a percepirli al tatto. Quando sono visibili e la tiroide è ingrossata il nodulo tiroideo viene anche definito gozzo nodulare. Vediamo tipologie e sintomi dei noduli tiroidei; riconoscerli e accertarsi che non si tratti di noduli tiroidei maligni è il primo passo per curarli al meglio.

Noduli alla tiroide

Il nodulo tiroideo è una tumefazione rotondeggiante che può essere singola o multipla (in questo caso parliamo di gozzo multinodulare). Queste formazioni sono quasi sempre benigne e in molti casi sono addirittura asintomatiche; capita a molte donne infatti di scoprirli casualmente perché non danno sintomi di alcun tipo.
In alcuni casi queste piccole tumefazioni possono arrivare a misurare alcuni centimetri e quindi sono facilmente percepibili attraverso l’autopalpazione. Con un auto-esame possiamo riscontrare la presenza di un unico grande nodulo o di più noduli tiroidei di dimensioni ridotte.  Al di là della loro grandezza poi, i noduli che caratterizzano il cosiddetto gozzo nodulare possono trovarsi tutti vicini e raggruppati a grappolo o isolati  in aree diverse.
I noduli tiroidei possono essere liquidi, solidi, cisti o misti, e in particolare il nodulo tiroideo solido può essere ipoecogeno, iperecogeno o isoecogeno, caratteristiche che un’ecografia del collo può evidenziare.

Noduli tiroidei: maligni o benigni?

Nonostante ci siano diversi tipi di tumefazioni alla tiroide, nella maggior parte dei casi non dobbiamo preoccuparci perchè hanno una natura benigna. Ovviamente è sempre importante conoscere le cause e i sintomi che ci aiutano ad individuare queste formazioni perchè, anche se in minima percentuale, potrebbe trattarsi di un nodulo tiroideo maligno. In questo caso i linfonodi del collo ingrossati sono sicuramente un campanello d’allarme.

Noduli tiroidei: sintomi da riconoscere

Molte volte i noduli tiroidei non comportano alcun sintomo particolare; ma in altri casi l’ingrossamento della tiroide dovuto a un nodulo può accompagnarsi ad alcuni altri fastidi. I sintomi che possiamo notare in presenza di un nodulo alla tiroide sono:

  • Tiroide ingrossata e collo gonfio
  • Difficoltà nella deglutizione e nella respirazione
  • Linfonodi laterocervicali ingrossati
  • Raucedine

Dal momento che in molti casi i noduli sono microscopici e quindi non provocano questi sintomi, in caso di un problema alla tiroide è necessario sottoporsi a esami specifici.

Esami alla tiroide

Gli esami che possiamo fare per stabilire l’entità del problema e se si tratta di un nodulo maligno o benigno sono i seguenti:

  • Valori di TSH e degli ormoni tiroidei (necessari per indagare la funzionalità tiroidea);
  • Dosaggio della Calcitonina (per valutare se vi sia un carcinoma midollare, un raro tumore della tiroide);
  • Dosaggio degli anticorpi antitireoglobulina (TgAb) e antitireoperossidasi (per escludere la tiroidite di Hashimoto);
  • Ecografia tiroidea, utilissima soprattutto se effettuata con color-doppler perché permette di rilevare la grandezza, la posizione e la tipologia di nodulo;
  • Tac e risonanza magnetica;
  • Scintigrafia tiroidea per valutare alterazioni in caso soprattutto di ipertiroidismo (è un esame sconsigliato in gravidanza e non permette di capire se si tratta di un nodulo benigno o maligno);
  • L’agoaspirato del nodulo tiroideo, che consente di prelevare tramite siringa con ago molto sottile piccole gocce di liquido dal nodulo per sottoporle ad una analisi approfondita. A volte il materiale asportato non è sufficiente per formulare una diagnosi, quindi si tende a consigliare questo esame solo in caso di noduli abbastanza grandi (con diametro minimo di 8 mm).

Autoanalisi alla tiroide

Oltre ai veri e propri esami che permettono di rilevare la presenza di noduli tiroidei, dovremmo abituarci a effettuare un semplicissimo e rapido esame diagnostico casalingo. Attraverso l’auto-palpazione possiamo accorgerci di avere un piccolo nodulo alla tiroide. Tenere sotto controllo la salute di questa ghiandola è davvero importante, soprattutto perché regola un gran numero di secrezioni endocrine e ormonali, e se non funziona bene possiamo avere delle ripercussioni su cuore, intestino e cervello.

Per fare un semplice auto-esame a casa ci servono solamente un piccolo specchio portatile e un bicchiere d’acqua. Dobbiamo piegare leggermente la testa all’indietro, tenendo lo specchietto in direzione del collo. A questo punto beviamo un po’ d’acqua e, nel farlo, cerchiamo di osservare il movimento della nostra gola.

Se durante la deglutizione appare una piccola, anche minima protuberanza, potrebbe trattarsi per l’appunto di un nodulo. Se così fosse dovremmo prendere appuntamento dall’endocrinologo per effettuare un esame più approfondito.

Cure e trattamenti

Per quanto riguarda le cure, nei casi di nodulo tiroideo benigno si fa una terapia a base di levo-tiroxina. Se il nodulo è maligno invece si procede chirurgicamente con l’asportazione della tiroide che può essere parziale (lobectomia) o totale (tiroidectomia).
Dopo l’intervento nella maggior parte dei casi è necessaria anche una terapia di sostegno che può essere: chemioterapia, radioterapia e radiometabolica, ovvero somministrazione di iodio radioattivo per distruggere le cellule residue.

Noduli tiroidei in gravidanza

Se scopriamo la presenza di un nodulo alla tiroide durante la gravidanza dobbiamo prestare particolare attenzione. Prima di tutto per quanto riguarda gli esami alle future mamme è assolutamente sconsigliata la scintigrafia. Poi, per quanto riguarda la terapia,  in caso di nodulo benigno si può iniziare la normale cura con levo-tiroxina; mentre nei casi di tumore maligno l’intervento chirurgico deve essere valutato bene. In alcuni casi infatti il medico può consigliare di posticiparlo ad una fase avanzata della gravidanza o addirittura dopo il parto,  sempre tenendo la situazione sotto stretta osservazione.

Per saperne di più, vai alla nostra sezione dedicata ai disturbi della tiroide in gravidanza.