Narcolessia, cos’è e cosa fare

La narcolessia è un gravissimo disturbo del sonno, caratterizzato da addormentamenti improvvisi durante il giorno, in qualunque contesto: colpisce essenzialmente bambini ed adolescenti, ma non sono da escludere manifestazioni anche ad età più adulta. Sopriamone insieme i sintomi ed ulteriori caratteristiche.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Mercoledì 21 marzo 2012

Narcolessia, cos’è e cosa fare

La narcolessia è una malattia di origine neurologica caratterizzata dalla perdita dell’equilibrio tra sonno e veglia. Ovvero, coloro che soffrono di narcolessia manifestano improvvisi attacchi di sonnolenza durante il giorno, a cui non è possibile sottrarsi: tali attacchi di sonno possono manifestarsi in un qualunque momento della giornata e durante ogni tipo di attività: a scuola, in ufficio, durante una conversazione amichevole, mentre si guida una macchina. Se ne evince un rischio evidente per la salute fisica e psichica, oltre che sociale e professionale. Colpisce essenzialmente bambini ed adolescenti ma si può manifestare ad ogni età.

Narcolessia e ciclo del sonno

In un ciclo del sonno normale esiste una fase di addormentamento seguita da un sonno profondo ed infine dalla cosiddetta fase REM (caratterizzata da rapidi movimenti oculari). Nelle persone affette da narcolessia, mancano i passaggi intermedi del normale ciclo del sonno: il narcolettico passa quasi direttamente alla fase REM e questo può accadere periodicamente, durante le ore di veglia. E’ durante il sonno REM che si sperimentano sogni e paralisi muscolari, tipici sintomi della narcolessia.

I sintomi della narcolessia

Tra i sintomi tipici della narcolessia troviamo prima di tutto un’eccesiva sonnolenza diurna (EDS), capace di interferire con le normali attività quotidiane: questa infatti comporta anche dei sintomi correlati, come uno stato di confusione mentale, vuoti di memoria, stanchezza estrema ed umore depresso. C’è poi la cataplessia: si tratta di un’improvvisa perdita del tono muscolare in grado di portare anche ad un collasso a terra del corpo, visto che manca di tonicità, forza nei muscoli, oppure alla difficoltà nel parlare, il tutto a seconda dei muscoli coinvolti. Tale sintomo si sviluppa solitamente in seguito ad una forte emozione, sia essa positiva (come una sorpresa o un divertimento intenso) o negativa. Esiste poi il capitolo importante delle allucinazioni: essenzialmente visive e terrificanti. C’è infine la cosiddetta paralisi del sonno che comporta l’impossibilità temporanea di muoversi o parlare, mentre ci si addormenta o ci si risveglia: si tratta di episodi generalmente brevi che hanno una durata varia da pochi secondi ad alcuni minuti. Poi tutto torna normale.

Le cause della narcolessia

A tutt’oggi le cause di questa patologia non sono ancora note, anche se c’è una forte propensione scientifica che vede una base genetica. Sono infatti stati associati alcuni geni alla narcolessia, in grado di controllare la produzione di sostanze chimiche cerebrali tipiche del ritmo sonno-veglia. Si parla inoltre di carenza di una specifica di queste sostanze, l’ipocretina. Più in generale al momento è possibile affermare che non esiste una sola causa della narcolessia, ma una serie di fattori concomitanti ancora da individuare. La narcolessia se diagnosticata può essere tenuta sotto controllo.

Potrebbero interessarvi anche i seguenti articoli:
Influenza A: il vaccino provoca narcolessia?
Narcolessia, seconda giornata europea per fare il punto sulla situazione
Terza giornata europea sulla narcolessia: l’importante è la diagnosi

Fonte foto Public Domain Pictures.net