Morbo di Alzheimer: il pomodoro rallenta il decorso del male

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    Morbo di Alzheimer: il pomodoro rallenta il decorso del male

    Il morbo di Alzheimer è una demenza degnerativa invalidante, che distrugge progressivamente le cellule del cervello fino a limitare definitivamente le capacità cognitive del malato. Secondo uno studio della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health di Baltimora, i soggetti affetti da alzheimer sono 800mila in Italia e 26 milioni nel mondo e ad essere più colpite sono le donne. La possibilità di sviluppare una dieta volta a contrastare il decorso del male, è un’opportunità che non va messa da parte.

    Secondo uno studio francese, la perdita graduale della memoria nei malati di alzheimer si dovrebbe alla carenza di carotenoidi e allo stress ossidativo che destrugge le cellule cerebrali. Licopene e zeaxadina sono due micronutrienti dal forte potere antiossidante, che aiutano a contrastare l’invecchiamento cerebrale. Una ricerca effettuata presso l’Istituto nazionale di ricerca medica, ha reso noto che il pomodoro rappresenta una fonte importante di licopene e zeaxadina e dunque può aiutare a rallentare il decorso di tutte le malattie degenerative che colpiscono il cervello. Verdure verdi, pompelmi, cocomeri e più in generale la frutta, sono altre alternative valide.

    La scoperta è molto interessante, perchè si può iniziare a prendere in considerazione l’ipotesi di sviluppare una dieta da far seguire ai pazienti che iniziano a registrare i primi sintomi di perdita di memoria. In tal modo si può sperare, non di annientare, ma di far progredire il male meno rapidamente: un passo molto importante, visto che l’alzhaimer colpisce in netta prevalenza gli ultrasessantenni.

    La dieta protettiva per il cervello è un elemento che andrà ad aggiungersi alle terapie mirate già sviluppate in ambito medico, che prevedono di fare tanto moto, allenare la memoria costantemente e dormire in modo sano e regolare. Il mix di elementi avrà effetti benefici concreti, per la prevenzione di una malattia che purtroppo, negli ultimi anni, si sta diffondendo in modo molto preoccupante.

    Foto da:

    www.alzheimersanswers.com