Metrorragia: definizione, cause e terapia

La metrorragia è un'eventualità fastidiosa, che può colpire le donne sia in età fertile sia a ridosso della menopausa, ecco le cause e le possibili terapie.

Pubblicato da Camilla Buffoli Mercoledì 13 novembre 2013

Metrorragia: definizione, cause e terapia

Una delle possibili eventualità, fastidiose e a volte imbarazzanti, a cui possono andare incontro le donne, soprattutto in età fertile: la metrorragia. Una definizione semplice, lineare per un disturbo più complesso e articolato di quanto si creda, la metrorragia prevede perdite ematiche non in corrispondenza del ciclo mestruale. Per capire meglio di cosa si tratta, perché si verifica e come si contrasta, ecco qualche informazione utile sul problema, sulle possibili cause e la terapia più efficace.

Definizione e caratteristiche

Si parla di metrorragia quando si verificano delle perdite di sangue dall’utero non in corrispondenza del flusso mestruale, cioè nel periodo intermestruale. Simili, ma non uguali, invece altre due eventualità, la menorragia e la menometrorragia: nel primo caso la presenza di perdite ematiche si verifica durante le mestruazioni, rendendole particolarmente abbondanti; nel secondo caso, il più insopportabile, invece, le perdite di sangue sono quasi una costante, verificandosi sia nel periodo intermestruale sia durante il flusso.

Le cause possibili

Numerose e diverse le possibili cause. Differenti e sfaccettati i possibili profili degli eventuali responsabili della metrorragia. Può trattarsi di disturbi più seri, come il tumore all’utero o alle ovaie, l’endometriosi, i fibromi e i polipi cervicali. Può essere tutta una questione di ormoni: il dito è da puntare, in particolare contro gli squilibri ormonali, probabili sia in età fertile sia nel periodo di premenopausa, di menopausa o di postmenopausa. Oppure, se il problema si verifica durante la gravidanza, le perdite ematiche possono essere il segnale più evidente e terribile di una minaccia d’aborto o di un aborto.

La terapia, le cure utili

La strategia vincente, anche in questo caso, è composta da una visita specialistica, dal ginecologo, e da una diagnosi precisa del problema, che ne smascheri le cause scatenanti. Se all’origine della metrorragia non ci sono altre patologie, tumorali o infiammatorie, solitamente si prescrive una terapia ormonale. In particolare, si consiglia la somministrazione di un contraccettivo estro-progestinico, della pillola o del cerotto, per esempio, in grado di garantire un apporto ormonale bilanciato in caso di squilibri ormonali. In aggiunta, il medico può prescrivere l’assunzione di un integratore a base di ferro, per sopperire alla carenza della sostanza, per riequilibrare l’alterazione dei livelli di ferro nel sangue connessa alle perdite ematiche (che può causare l’anemia secondaria).