Malattie respiratorie: meeting internazionale a Venezia

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    Malattie respiratorie: meeting internazionale a Venezia

    Le malattie dell’apparato respiratorio rappresentano la terza causa di morte nel nostro paese. La più diffusa è la Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO), che scaturisce da un’infiammazione progressiva dei polmoni ed è responsabile di un’ostruzione irreversibile delle vie aeree. Per far fronte al problema, si sta tenendo a Venezia il “COPD a social disease: inappropriateness and Pharmaco-Economics. The role of the specialist: present and future”. Partecipano alla conferenza più di cento esperti pneumologi provenienti da tutto il mondo.

    Gli scopi del meeting sono in linea con quelli della Global Alliance against Chronic Respiratory Diseases (GARD) dell’OMS e del progetto internazionale Year of the Lung 2010. Si discute con l’obiettivo di identificare i difetti delle terapie applicate fino a oggi e per promuovere una corretta valutazione degli aspetti farmaco economici. A questo proposito, il presidente dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO), il dott. Franco Falcone ha detto che “Le strategie di controllo tentate finora a livello internazionale hanno modificato molto scarsamente l’impatto sociale di queste patologie, perché non sono stati adottati criteri di diagnostica precoce in grado di identificare il prima possibile i soggetti a rischio di malattia e definirne criteri di controllo preventivologico”.

    La BPCO è una malattia cronica irreversibile, da qui l’importanza della prevenzione, per riconoscere i sintomi iniziali e applicare le terapie farmacologiche riabilitative in tempo. Solo in questo modo è possibile ottenere risultati tangibili e rallentare il decorso del male in modo significativo. L’impatto socio-economico del problema diventa di anno in anno sempre più difficile da gestire. E’ dunque necessaria un’inversione di tendenza nell’approccio diagnostico e terapeutico, che coinvolga tutti gli specialisti, sia a livello nazionale che a livello internazionale.

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    webmd.com