Linfonodi ingrossati: perché succede?

La linfoadenopatia è l'ingrossamento dei linfonodi. Il nostro sistema immunitario può rispondere con i linfonodi ingrossati per tante ragioni: può reagire a un'infezione, essere il sintomo evidente di una malattia in corso ma anche -raramente- di un tumore. I linfonodi ingrossati sono quindi un campanello d'allarme che ci manda il nostro corpo e su cui bisogna indagare, sempre.

Pubblicato da Redazione Lunedì 22 ottobre 2018

Linfonodi ingrossati: perché succede?
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I linfonodi ingrossati non sono una condizione tanto fuori dal comune, ma perché succede? Le cause dei linfonodi gonfi possono essere numerose, dalle più banali alle più serie. Le ghiandole linfatiche, o linfonodi, sono piccoli organi a forma di fagiolo presenti nel nostro corpo, che hanno la funzione di difenderci dagli attacchi di virus o batteri. I linfonodi si infiammano per proteggerci dalle infezioni e, quindi, diventano più grandi ed evidenti. L’ingrossamento dei linfonodi è anche detto linfoadenopatia o, nei casi più gravi, linfoadenomegalia (quando cioè sono più grandi di 2 cm). Scopriamo perché i linfonodi ingrossati non devono preoccuparci troppo, ma anche perché dovremmo indagare con il nostro medico, in ogni caso.

Cosa sono i linfonodi?

I linfonodi sono, come già accennato, piccole ghiandole che attraversano il nostro corpo e che hanno il compito di difenderci dagli attacchi esterni, come le infezioni. L’insieme di tutte le ghiandole linfatiche prende il nome di “sistema linfatico”: questo è composto sia dai linfonodi che dalle vie linfatiche, vasi che trasportano -appunto- la linfa, un liquido trasparente che contiene i globuli bianchi. Come ben sappiamo, questi ultimi servono proprio a proteggerci da virus e batteri, innescando le difese immunitarie.

sistema linfatico
Uno schema che spiega l’anatomia dei linfonodi – Foto di Sakurra / Shutterstock.com

Il sistema linfatico si occupa di drenare la linfa attraverso tutti i tessuti del nostro corpo: i linfonodi sono, in pratica, i “filtri” dei vasi linfatici. Quindi, ricevono dai vasi la linfa, che però potrebbe potenzialmente contenere anche agenti patogeni e quindi infettivi, la “ripuliscono” e poi la reimmettono in circolo “pura”.

I linfonodi sono parte integrante del sistema immunitario; proprio per la loro funzione, però, sono soggetti a infiammarsi e ingrossarsi. I linfonodi gonfi, come abbiamo visto, sono abbastanza frequenti in caso di attacchi esterni da parte di virus o batteri. Ma dove sono i linfonodi del corpo umano? I linfonodi sono sia profondi (come il mediastino tra i polmoni, quelli situati nella zona dell’addome, pelvi o retro-peritoneo), che superficiali, cioè sulla testa, collo, ascelle, inguine. Sono superficiali anche i linfonodi presenti sule gambe e sulle braccia (gomiti e omero).

Linfonodi gonfi: linfoadenopatia o linfoadenomegalia?

La linfoadenopatia (cioè l’ingrossamento delle ghiandole linfatiche) è una condizione che può colpire tutti, sia adulti che bambini, e come abbiamo visto è spesso il sintomo di infezioni in corso, che si manifestano proprio in questo modo. In linea generale, quando le ghiandole linfatiche si gonfiano, significa che siamo in presenza di un processo infiammatorio in atto, nella maggior parte dei casi transitorio e tale da non destare particolare ansia perché destinato a risolversi da solo in pochi giorni.

Spesso, il rigonfiamento è accompagnato da una sensazione di dolore e di calore, indice di un processo infiammatorio dovuto ad un’infezione, appunto. Tuttavia i linfonodi ingrossati non devono passare inosservati e bisogna capire il motivo per cui sono anche percepibili al tatto. Infatti, un ingrossamento dei linfonodi prolungato nel tempo, o con caratteristiche specifiche, può essere il campanello d’allarme di un problema più serio, come ad esempio un tumore maligno.

Quando, poi, i linfonodi gonfi sono tali da aumentare molto di volume, si parla di linfoadenomegalia: diversamente dalla prima condizione, che è benigna nella maggior parte dei casi, è bene prestare particolare attenzione alla seconda. Quando le ghiandole linfatiche si ingrossano diventando più grandi di 2 cm, è possibile che alla base vi sia una formazione tumorale. Ciò è vero specialmente quando i linfonodi infiammati sono presenti in più aree del nostro corpo.

È bene sapere che quando si tratta solo di un’infiammazione, i linfonodi non cambiano la loro struttura ma semplicemente aumentano di volume. Nei casi in cui i linfonodi ingrossati abbiano alla base cause tumorali, cambia anche la loro struttura che viene quindi stravolta, così come la loro consistenza o mobilità.

Le linfoadenopatie possono interessare una localizzazione superficiale o una profonda, possono interessare un solo linfonodo, una regione di linfonodi precisa o essere generalizzata, con linfonodi ingrossati di aree diverse.

Linfonodi ingrossati, le cause

I linfonodi infiammati rispondono, come abbiamo detto, all’attacco di agenti patogeni che cercano di infiltrarsi all’interno del nostro corpo. Anche un banale raffreddore può provocare il rigonfiamento delle ghiandole presenti sul collo o dietro le orecchie, ma è una condizione che si risolve spontaneamente.

Nella maggior parte dei casi le cause dei linfonodi ingrossati non devono perciò destare alcune preoccupazione. I virus e le malattie che più frequentemente provocano un ingrossamento dei linfonodi, infatti, sono:

  • Citomegalovirus
  • Mononucleosi
  • Streptococco
  • Morbillo
  • Infezioni dell’orecchio (che possono provocare mutamenti del linfonodo pre-auricolare), come gli “orecchioni”
  • Ascessi dei denti (che possono provocare mutamenti dei linfonodi mandibolari o sotto-mandibolari)
  • Infezioni della pelle
  • Virus dell’immunodeficienza umana (HIV)

Rare cause di linfonodi gonfi

I linfonodi ingrossati possono esser causati anche da infezioni meno comuni che producono un rigonfiamento delle ghiandole. Tra le cause ci possono essere anche tubercolosi, toxoplasmosi e malattie sessualmente trasmissibili, come la sifilide. Anche le malattie autoimmuni come il lupus e l’artrite reumatoide hanno tra i sintomi i linfonodi ingrossati.

Infine, alcuni tumori in particolare si manifestano con un accrescimento in dimensioni delle ghiandole linfatiche. Tra questi troviamo i linfomi (tumori del sistema linfatico) e leucemia. Anche altri tumori possono causare l’infiammazione dei linfonodi, quando hanno dato origine a pericolose metastasi che li hanno colpiti.

Generalmente quando un linfonodo si ingrossa in modo repentino possiamo dedurre che ciò è dovuto a un processo infiammatorio; al contrario, se si gonfia in diverso tempo, potrebbe indicare la presenza di un’altra patologia più grave alla base. No, però, all’autodiagnosi: andiamo sempre dal medico, che è l’unico che può valutare la situazione.

Linfonodi ingrossati: i sintomi

Normalmente i linfonodi non si percepiscono al tatto, e infatti è per questo che quando sono un po’ ingrossati ci fanno preoccupare. Di solito accade di avvertire i linfonodi gonfi quando ci sono eventi infiammatori acuti, in questi casi le ghiandole sono anche doloranti e la zona è arrossata. I linfonodi ingrossati li notiamo perché inizialmente percepiamo un lieve gonfiore, poi palpando si sente che il nodo è duro e gonfio.

A seconda del tipo di disturbo che ha causato il rigonfiamento, si può avere anche una sintomatologia correlata, come:

  • Naso che cola, mal di gola e altri sintomi di una infezione delle vie aeree
  • Generale gonfiore dei linfonodi in tutto il corpo che possono indicare una infezione grave come l’HIV, ma anche semplicemente la mononucleosi
  • Anche malattie autoimmuni come il lupus o l’artrite reumatoide provocano linfonodi ingrossati
  • Gonfiore degli arti, in questo caso siamo di fronte ad un blocco del sistema linfatico
  • Nodi che ingrossano lentamente, duri al tatto, indicano un possibile tumore
  • Febbre (in caso di infezioni varie, anche una semplice influenza)
  • Sudorazione notturna

Dove si infiammano i linfonodi

I linfonodi ingrossati si verificano in alcune zone localizzate del corpo. In base alla posizione, alla dimensione e alla struttura delle ghiandole linfatiche che hanno subito un rigonfiamento si può capire, in linea di massima, la gravità o meno della situazione. In generale comunque quando ci si trova davanti a dei linfonodi ingrossati che riguardano una zona specifica del nostro corpo bisogna fare degli accertamenti e capire quali sono le cause scatenanti.

Linfonodi ascellari gonfi

La linfoadenopatia può coinvolgere zone specifiche del corpo. I linfonodi ascellari gonfi possono essere il sintomo di un’infezione localizzata.

Può trattarsi di una banalissima infezione ma anche l’utilizzo di deodoranti troppo aggressivi. Purtroppo però può anche essere il campanello d’allarme di una malattia più grave, dall’ebola all’AIDS fino alla tubercolosi. È sempre bene comunque consultare un medico.

Linfonodi inguinali

I linfonodi inguinali si trovano nella parte inferiore del nostro corpo e nei pressi dell’inguine appunto e sono i recettori della linfa che arriva dalla parte addominale, dagli arti inferiori, da genitali e perineo. Questi linfonodi sono forse i più problematici da gestire a livello psicologico.

Si possono ingrossare per vari motivi e possono essere il sintomo di un problema grave come ad esempio un tumore. Esistono due tipologie di linfonodi inguinali, superficiali e profondi, a seconda della vicinanza alla cute.

Linfonodi del collo ingrossati

Il nostro sistema linfatico lancia dei segnali che devono essere ascoltati. I linfonodi del collo ingrossati sono un sintomo di molte patologie diverse, alcune lievi e altre più gravi: dalla faringite e laringite, dalla toxoplasmosi alla mononucleosi.

Quando i linfonodi al collo si gonfiano c’è sempre una problematica che deve essere affrontata: molto spesso il motivo di questo rigonfiamento può essere un’infezione in corso, ma è bene approfondire la visita e capirne le cause perché possono nascondere anche un tumore alla lingua o alla faringe, oppure la leucemia.