Lesioni del midollo spinale: un aiuto dalle micro-protesi

Secondo una ricerca dell'IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza e dell'Ospedale Niguarda Ca' Granda, sarà possibile, in caso di lesioni del midollo spinale, intervenire inserendo delle protesi in grado di stimolare la rigenerazione di fasci nervosi e tessuto midollare.

Pubblicato da Tiziana Lunedì 7 febbraio 2011

Lesioni del midollo spinale: un aiuto dalle micro-protesi

In caso di lesioni del midollo spinale, sarà possibile intervenire con delle micro-protesi artificiali in grado di stimolare la rigenerazione dei fasci nervosi e del tessuto midollare. E’ questo il traguardo di uno studio condotto recentemente dall’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza e dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda, diretto dal dottor Angelo Vescovi e da Fabrizio Gelain e prossimamente pubblicato su “ACS Nano”. La ricerca scientifica continua a sorprenderci in positivo, non a caso il 2010 è stato un anno punteggiato da scoperte di grande rilievo.

Nel campo delle protesi sono stati fatti molti passi avanti, è sufficiente pensare alla protesi elettronica recentemente impiantata nella gamba di un bambino di 11 anni in grado di crescere autonomamente.

Gli esperti della Casa Sollievo della Sofferenza e dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda, hanno spiegato che le micro-protesi hanno una forma tubolare e sono composte da una guaina cilindrica contenente materiali biologici di sintesi con funzione di supporto, nano strutturate e bio-riassorbibili. Una volta inserite nel midollo lesionato, le micro-protesi vanno a stimolare la rigenerazione dei fasci nervosi e del tessuto midollare colpito dalla lesione e in questo modo dovrebbe eliminare (almeno in parte) la paralisi e gli effetti negativi ad essa collegati.

Il team di ricercatori ha testato le micro-protesi su cavie animali mielolesi, scoprendo come le protesi non solo fossero in grado di generare fasci nervosi e tessuto midollare, ma anche di essere assorbite facilmente scomparendo nei tessuti. I topi di laboratorio, infatti, hanno mostrato un netto miglioramento con un recupero della mobilità e della sensibilità degli arti paralizzati.

La ricerca, allo stato attuale, è ancora in fase di svolgimento, ma lascia ben sperare, anche perché si tratta di un nuovo settore di ricerca sino ad oggi trascurato.