I sintomi del melanoma e le foto per riconoscerlo

Riconoscere il melanoma con tempestività è fondamentale per sconfiggerlo, soprattutto perché questo tumore della pelle non dà sintomi o segnali specifici se non quando è molto diffuso e aggressivo. Scopriamo come fare per controllare i nei pericolosi e le immagini di melanoma più esplicative per capire se è il caso di andare subito dal dermatologo.

Pubblicato da Redazione Martedì 26 luglio 2011

Il melanoma è un tumore della pelle che in Italia colpisce 10 persone ogni 100.000 abitanti. Non si tratta –quindi- di un tumore molto diffuso, ma è pericoloso perché tende a svilupparsi e diffondersi velocemente nei tessuti circostanti. Il melanoma non ha sintomi specifici, ma dobbiamo stare attente quando vediamo nei “pericolosi”, che hanno forma irregolare o prudono. Scopriamo insieme come riconoscere un melanoma dalle immagini più esemplificative.

Cos’è il melanoma?

Il melanoma, come già detto, è una formazione tumorale della pelle. Inizialmente il melanoma compare come “neo” o “nevo”, cioè una macchia scura sulla cute: può andare a intaccarne uno già esistente oppure essere una nuova formazione.

Non esiste un melanoma benigno, è sempre maligno. Non è detto, ovviamente, che tutti i nei della pelle svilupperanno poi questo tumore. L’importante è che ci sottoponiamo regolarmente (almeno una volta l’anno) a visite di controllo dal dermatologo.

Il melanoma deriva dalla trasformazione di alcune cellule dell’epidermide (lo strato più superficiale della pelle), dette “melanociti”. Come dice il nome stesso, queste servono a produrre la melanina che ci protegge dai raggi solari. Quando assistiamo alla neoplasia maligna del melanoma, i melanociti “mutano” aggredendo l’epidermide e sviluppando il tumore.
I melanociti sono responsabili della formazione anche dei nei, ma in condizioni normali la loro presenza non deve preoccupare; scopriamo invece cosa dovremmo osservare per riconoscere il melanoma.

I sintomi del melanoma

Il melanoma non dà sintomi specifici, ecco perché è necessario osservarci con cura e sottoporci a visite specifiche. Solo nelle fasi “avanzate” del tumore, quando cioè è diventato più esteso e aggressivo, potremmo avvertire alcuni segnali, come:

  • sanguinamento
  • prurito
  • secrezione di siero dal neo

I cambiamenti e la regola ABCDE

Non dandoci sintomi, il melanoma può essere individuato solo osservando quelli che ci sembrano “nei pericolosi”. Ma come valutare se un nevo è benigno o nasconde un tumore maligno della pelle?

I medici dermatologi hanno sviluppato una “regola” che prende il nome dal suo acronimo, cioè ABCDE.

come riconoscere melanoma
Foto di Designua / Shutterstock.com

In sostanza, i primi segnali che indicano la possibile presenza di un melanoma sono i cambiamenti dei nei esistenti o la formazione di nuovi. Vediamo a cosa dobbiamo prestare la massima attenzione, secondo la sigla ABCDE.

  • A, come asimmetria. Un neo non pericoloso generalmente è abbastanza regolare, mentre il melanoma ha una forma non circolare e non tondeggiante.
  • B, come bordi. Se si è sviluppato un melanoma, questi saranno irregolari e indistinti.
  • C, come colore. Un neo normale è sostanzialmente dello stesso colore dappertutto; un melanoma ha più sfumature al suo interno.
  • D, come dimensione. Il melanoma è un tumore a diffusione superficiale nella maggior parte dei casi. Ecco perché un neo che si allarga e diffonde velocemente deve farci salire il livello di allerta.
  • E, come evoluzione. I nevi non preoccupanti possono modificarsi (non di molto) nel tempo, ma ciò avviene gradualmente. Quello che deve convincerci quantomeno ad andare dal medico è l’evoluzione rapida del neo, che in breve tempo cambia aspetto.

Come già detto, poi, è bene recarsi dal dermatologo non appena avvertiamo fastidio a un neo, come prurito o sanguinamento.

In caso di sospetto, il dermatologo ci sottoporrà con tutta probabilità a una epiluminescenza o dermatoscopia. Si tratta di un’indagine diagnostica non invasiva, che permette di osservare anche le strutture interne del neo attraverso l’uso di un microscopio o di una telecamera speciali.
Solo successivamente potrebbe richiedere una biopsia, per accertare la natura maligna della formazione cutanea.

Melanoma, le immagini

È particolarmente importante osservare la propria pelle con regolarità e attenzione per vedere se le macchie presenti, nei compresi, subiscono rapide modificazioni. Possiamo anche farci aiutare dai famigliari per controllare le zone di non facile osservazione, come la schiena.

Occorre tenere presente, come abbiamo visto, alcune caratteristiche particolari: il rapido aumento di volume, il colore, l’asimmetria, e i bordi irregolari.
Ovviamente, è bene compiere la stessa osservazione sui nostri figli: il melanoma nei bambini è più raro che negli adulti, ma questo tumore della pelle può colpire anche i più piccoli.

Le immagini del melanoma, che potete trovare nella nostra gallery più su, sono di fondamentale importanza. Con queste foto, infatti, possiamo fare rapidi confronti con la nostra pelle.

Attenzione però: non potete assolutamente farvi la diagnosi di melanoma da sole! Le foto di questo tumore della pelle raccolte per voi servono solo per capire se c’è qualcosa che –potenzialmente- non va nei vostri “nei pericolosi”. Non sostituiscono una visita dal dermatologo, che è l’unico metodo diagnostico delle neoplasie maligne della pelle.

Melanoma e lampade abbronzanti

Anche se è bello poter avere una pelle ambrata tutto l’anno, non sono assolutamente da sottovalutare i rischi delle lampade abbronzanti per il melanoma. Infatti, queste funzionano emettendo raggi UVA, estremamente pericolosi per la pelle se non ci proteggiamo adeguatamente con le creme solari, perché in grado di penetrare molto in profondità fino al derma.

I raggi UVA sono in grado di alterare la struttura delle nostre cellule epiteliali e quindi sono tra i principali responsabili del melanoma e degli altri tumori della pelle. Questi possono essere causati anche da mutazioni genetiche, ma è stato dimostrato che un’eccessiva esposizione ai raggi solari (e, quindi, agli UVA) può provocare danni tali da avviare la mutazione dei melanociti, responsabili del melanoma.

Meglio evitare le lampade solari, quindi, specialmente prima dei 30 anni: alcuni studi hanno dimostrato come possano incrementare del 41% il rischio di sviluppare un melanoma.

Tipologie e stadi

Il tipo più diffuso di questo tumore della pelle (che rappresenta il 70% dei casi) è il melanoma in situ, detto anche “a diffusione superficiale”: si tratta del cosiddetto “stadio 0”. Ciò significa che è diffuso solo nelle cellule dell’epidermide più superficiali; inoltre non si sono formate metastasi e non ha attaccato i linfonodi. La prognosi, per questo tipo di melanoma, è generalmente molto buona. Ovviamente è bene agire il prima possibile, per evitare che la lesione si diffonda negli strati più profondi della pelle.

In genere, infatti, questo tumore della pelle si diffonde prima orizzontalmente e solo successivamente in senso verticale, quindi nel derma.

Le altre tipologie che si possono riscontrare sono il melanoma acrale lentigginoso, il lentigo maligna melanoma e il melanoma nodulare. Nei primi due casi si parla ancora di formazione superficiale, che non aggredisce altri strati della pelle. L’ultimo, invece, è molto aggressivo e dà origine a metastasi diffuse e profonde nel derma.

In altri casi, il tumore della pelle può essere una mutazione maligna di una formazione precedentemente benigna, come nel caso del melanoma spitzoide. Prende il nome dal “nevo di Spitz”, un neo dal colore rossastro che cresce molto in fretta; si tratta, comunque, di una tipologia molto rara.

Normalmente il melanoma è riconoscibile, come abbiamo detto, da un colore più scuro e dalla forma irregolare; in taluni casi, invece, la melanina è assente e si parla perciò di tumore amelanotico. Sono da tenere sotto controllo e quindi da segnalare al medico, anche le nuove formazioni di colore chiaro o rosa, specialmente se prudono, sanguinano o crescono molto rapidamente.

Non solo sulla pelle

Il melanoma può colpire altre zone del corpo, e non solo l’epidermide. Ha sempre origine dai melanociti, che mutano e possono aggredire anche il cuoio capelluto o un piede.

Non solo, si parla di melanoma oculare quando la mutazione colpisce l’occhio, e di melanoma ugueale quando invece la neo-formazione riguarda le unghie, che appaiono nere, deboli e sollevate.

In ogni caso, quando notiamo delle macchie di origine non meglio identificata rechiamoci sempre dal nostro medico di base o rivolgiamoci direttamente al dermatologo.

La cura

La decisione sul trattamento del melanoma spetta, ovviamente, al medico che valuterà lo stadio e l’avanzamento del tumore. Generalmente la cura vede come prima scelta la chirurgia: il neo sospetto viene rimosso e poi analizzato al microscopio.

Normalmente vi sono ottime probabilità di guarigione e sopravvivenza per il melanoma superficiale che viene combattuto con tempestività; la percentuale di successo si abbassa quando il tumore è esteso anche a linfociti e zone più profonde della pelle. In questo caso, insieme all’asportazione chirurgica il paziente dovrà sottoporsi a sedute di radioterapia o chemioterapia, anche se ultimamente si preferisce una nuova cura che prende il nome di “immunoterapia”.

In genere le cure vengono combinate per ottenere il miglior risultato possibile, specialmente nel caso di melanoma multiplo, cioè quando il tumore della pelle tende a comparire più volte nel corso della vita.

Oggi molte ricerche, poi, puntano a colpire più specificatamente il melanoma stesso, con farmaci “intelligenti”. Questi sono capaci, cioè, di raggiungere un punto preciso del derma e agire solo ed esclusivamente su quello, senza creare danni al resto dell’organismo.