La cura per l’aids potrebbe passare dai gatti fluorescenti

Nuovi studi per comprendere l'azione del virus dell'hiv nell'uomo, prende spunto da alcuni gatti geneticamente modificati. La particolarità, non rara, è che i mici in questione sono stati resi fluorescenti per verificare l'effettivo andamento del suo dna modificato.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Martedì 13 settembre 2011

La cura per l’aids potrebbe passare dai gatti fluorescenti

Una cura per l’Aids dai gatti: è questa l’ultima novità scientifica che sta destando non poche perplessità tra gli animalisti. Alcuni scienziati del College of Medicine della Mayo Clinic di Rochester in Minnesota, hanno modificato geneticamente tre piccoli gattini con lo scopo di analizzare la reazione dell’organismo felino ad una ipotesi terapeutica. Quale? I tre mici sono stati dotati di un gene tipico dei macachi Rhesus, resistenti al virus dell’aids. In più per verificare il funzionamento dei nuovi geni nei mici, questi sono stati dotati anche di una particolare proteina (estratta da meduse).

E’ questa che li rende fluorescenti a particolari controlli. Per ora questo meccanismo sarà applicato solo per comprendere meglio il diffondersi dell’hiv/aids, ma potrebbe essere usato anche per studiare altre patologie sia umane che feline:quelle comuni alle due specie sono circa 250 e la base di tutto sta nella similitudine tra il virus hiv ed il virus dell’immunodeficienza felina (FIV). In passato anche i cani sono stati resi fluorescenti dalla ricerca scientifica, per studiare malattie come l’Alzheimer ed il Parkinson.