L’obesità riduce le dimensioni del cervello?

L'obesità è associatata a una riduzione delle capacità cognitive, che influiscono sui comportamenti alimentari. Lo ha rivelato una ricerca statunitense della New York University School of Medicine.

Pubblicato da Lucrezio.Bove Martedì 11 gennaio 2011

L’obesità riduce le dimensioni del cervello?

Come molte di voi già sapranno, l’obesità è fattore di rischio per una serie indefinita di patologie, alcune molto gravi. Tra queste figura anche il diabete di tipo 2: una malattia già nota per essere associata a una compromissione delle potenzialità cognitive. Partendo da questa constatazione, i ricercatori della New York University School of Medicine (Usa) hanno voluto indagare per scovare l’esistenza di un’eventuale correlazione tra obesità e riduzione dell’intelletto.

Ai fini della ricerca, gli scienziati americani hanno sottoposto a risonanza magnetica 44 soggetti obesi e 19 soggetti magri, della stessa età e livello di istruzione. Dal confronto dei risultati delle risonanze, è emerso che gli individui obesi, rispetto ai coetanei normopeso, hanno una maggiore quantità d’acqua nell’amigdala: una parte del cervello che, oltra a gestire le emozioni (in particolare, la paura), influisce sui comportamenti alimentari.

Non è finita qui: gli obesi sembrano avere anche una corteccia orbitofrontale di dimensioni ridotte. La corteccia orbitofrontale fa parte della corteccia associativa limbica e ha connessioni dirette con le strutture limbiche del cervello. Anch’essa, come l’amigdala, è una zona adibita al controllo degli impulsi, anche in ambito alimentare.

Gli esperti hanno ipotizzato che le variazioni delle dimensioni del cervello siano il risultato dell’infiammazione costante nell’organismo causata dall’obesità. Secondo questa tesi, i chili di troppo sarebbero quindi la causa e non la conseguenza della riduzione delle capacità cognitive. Ulteriori approfondimenti faranno luce sulla questione.