L’infarto asintomatico è più frequente tra le donne, e può essere fatale

L'infarto asintomatico è un vero e proprio attacco di cuore, che si sviluppa senza sintomi evidenti. Questo fenomeno può colpire soprattutto le donne con semplici disturbi di digestione, ma è importante saperlo riconoscere per prevenire complicanze, e, in casi più gravi, la morte. Scopriamo quali sono i fattori di rischio dell'infarto silente e quali campanelli d'allarme tener sotto controllo.

Pubblicato da Redazione Mercoledì 29 febbraio 2012

L’infarto asintomatico è più frequente tra le donne, e può essere fatale

Non sempre l’infarto viene anticipato da dolori e segnali chiari. In particolare, i sintomi dell’infarto nelle donne a volte non sono riconoscibili perchè l’attacco di cuore può essere quasi completamente asintomatico, motivo per cui il suo esito è potenzialmente più letale. Sollevare tale questione è necessario per capire come mai la morte causata da un infarto è più frequente tra le donne rispetto agli uomini, nonostante queste siano in genere meno soggette alle patologie cardiache. Per questi motivi è necessario saper cogliere eventuali campanelli d’allarme e sapere cosa fare in caso di infarto silente.

Infarto silente: quando l’attacco di cuore è asintomatico

La sintomatologia classica dell’attacco di cuore prevede dolori che si irradiano dal torace al braccio sinistro, un senso di oppressione al petto, la dispnea e la nausea. In pratica si tratta di un quadro clinico specifico che porta immediatamente i medici ad agire per salvare la vita al paziente e consente alla maggior parte delle persone di rendersi conto dell’infarto in atto.
Quando mancano segnali di questo genere, l’evento cardiaco può essere sottovalutato o non riconosciuto affatto, e provocare complicazioni gravi, anche fatali, a causa dell’impossibilità di venir soccorsi adeguatamente.
L’infarto asintomatico, come l’infarto tipico, è una lesione di origine patologica, responsabile di una, più o meno grave, interruzione del flusso sanguigno verso il cuore. Questo problema può dare inizio, in poco tempo, ad un processo necrotico del tessuto miocardico, causando la morte di una persona.
In genere, l’origine di un’ischemia miocardica si rivela essere l’aterosclerosi, ma per l’infarto silenzioso non è così. Tuttavia, questa differenza di genere non ha ancora trovato una chiara spiegazione.
Quel che è certo, però, è che l’infarto miocardico silente nelle giovani donne è spesso tragicamente letale. Secondo gli esperti, l’assenza dei tipici sintomi dell’infarto oltre a rende difficile un intervento tempestivo, fa sì che, anche quando l’infarto asintomatico non è fatale, le donne sottovalutino il problema: non cambiano il loro stile di vita, né si sottopongono a trattamenti preventivi o al monitoraggio delle condizioni di salute.

Infarto silente: i fattori di rischio

Per prevenire qualsiasi problema di salute è sempre necessario conoscere quali possono essere i fattori di rischio che sono in grado di aumentare le possibilità di venir colpiti da una specifica malattia, favorirne il decorso o anticiparne lo sviluppo.
Per quanto riguarda l’infarto silente, i fattori o i processi che favoriscono la sua comparsa sono gli stessi all’origine dell’infarto sintomatico. Pertanto, possiamo citare:

Esistono però anche dei fattori di rischio che non possono venir modificati come avviene per le errate abitudini di vita. Dalle recenti ricerche scientifiche, infatti, è emerso che l’infarto silente è più frequente nelle donne, in particolare in quelle giovani a partire dai 30 anni.
A non accorgersi di aver subito un infarto del miocardio sono quasi la metà degli infartuati, cioè il 45%, di cui la stragrande maggioranza si rivelano essere donne.
In generale, però, i ricoveri per il classico infarto femminile interessano soggetti di età superiore a quelli della media maschile (74 anni contro 67), di cui un buon 42% non presenta sintomi dolorosi, contro il 31% degli uomini, con conseguenze mortali per il 15% contro il 10% maschile.

Infarto silente: i campanelli d’allarme

Se i sintomi classici dell’infarto non sono manifesti nelle donne, questo però non significa che non esistano altri segnali premonitori, seppur abbastanza generici e confondibili con altre malattie, che possano aiutare una persona accorta a comprendere che la propria salute sta vacillando.
L’infarto silente non è riconoscibile attraverso la classica oppressione al petto, al braccio sinistro e allo stomaco, ma comporta una serie di altri campanelli d’allarme che, presentandosi contemporaneamente o in modo del tutto isolato l’uno dall’altro, devono immediatamente catturare la nostra attenzione e spingerci a consultare un medico, meglio se in una struttura ospedaliera. Ecco quali sono:

  • dolore alla mandibola
  • nausea o vomito
  • mal di schiena
  • respiro affannoso
  • sudorazione fredda
  • ansia
  • mancanza di aria
  • dolore al dorso
  • perdita di coscienza
  • stanchezza improvvisa

Tutti i disturbi sopra elencati non possono definirsi veri e propri sintomi, perchè potrebbero progredire molto lentamente, in maniera quasi subdola, senza dare l’impressione di provocare dolore o fastidi. Possono, in effetti, paragonarsi più che altro a vari episodi di disagio, senza una causa apparente. In ogni caso, mai sottovalutare segnali diversi dal solito, soprattutto quando ci si rende conto di incorrere spesso nei fattori di rischio che potrebbero rendere l’infarto, silente o sintomatico, un problema reale per la propria salute.

Come ridurre il rischio di un infarto silente

Prevenire un infarto silente non è per nulla semplice. Non esistono strumenti diagnostici in grado di anticipare l’ischemia del miocardio se questa avverrà in maniera fulminante o asintomatica. Pertanto, come si può limitare i rischi di incorrere un in infarto silenzioso? Ovviamente la prevenzione è tutto. Allontanando dal proprio stile di vita tutte quelle abitudini errate possiamo diminuire drasticamente l’insorgere del problema. Ecco come fare nel dettaglio.

Dieta sana

Mangiare in modo sano, regolare e apportando tutti i nutrienti fondamentali alle funzionalità del proprio organismo è il primo passo da compiere.
Una dieta ricca di grassi animali può essere causa di tutta una serie di patologie cardiache e cardiovascolari, responsabili della formazione di placche aterosclerotiche che possono compromettere il lavoro del cuore e i vari processi che ruotano intorno ad esso. Pertanto sarà necessario seguire poche e semplici regole:

  • bere tutti i giorni almeno due litri d’acqua per garantire una corretta idratazione e diuresi, in grado di espellere scorie e tossine dal corpo
  • limitare gli zuccheri, soprattutto quelli contenuti nei prodotti industriali e quindi raffinati
  • prediligere alimenti integrali per poter assumere più fibre e migliorare i processi digestivi
  • assumere 3-4 porzioni di frutta e verdura di vari colori per poter godere dei diversi nutrimenti e oligoelementi in essi presenti
  • limitare, invece, carne, soprattutto rossa, e formaggi stagionati, perchè entrambi ricchi di grassi animali

Attività fisica

Come abbiamo visto, la sedentarietà è una delle principali cause dell’infarto, anche di quello silente nelle donne. Pertanto, per evitare ischemie del miocardio e malfunzionamenti cardiaci è importante avere una vita attiva, cioè non rimanere fermi per oltre il 75% della giornata. A tal proposito può essere utile fare del moderato ma costante esercizio fisico, quindi passeggiare per qualche chilometro, andare in bicicletta, fare le scale al posto dell’ascensore, andare in palestra o seguire corsi e attività di gruppo. In questo modo, non solo ci si terrà fisicamente in forma ma, si ridurrà il rischio pressione alta, colesterolo, obesità, stress e appunto infarto.

Smettere di fumare

Secondo gli studi effettuati sulle persone infartate, il rischio di infarto, tipico o asintomatico, aumenta di quasi il doppio nelle donne fumatrici. Nello specifico, l’età media per l’infarto del miocardio tra chi fuma è di 50-53 anni, mentre tra i non fumatori è di dieci anni più alta.
La sostanza responsabile di questo grave problema di salute è il monossido di carbonio delle sigarette, già pesantemente presente nell’aria che ogni giorno respiriamo.
Il monossido è in grado di occludere le arterie e ostacolare il regolare flusso sanguigno, inoltre limita l’assorbimento dell’ossigeno da parte del cuore, in modo da rendere sempre più difficili le sue naturali contrazioni. Per questo motivo, ictus e infarti sono così diffusi oggi e colpiscono sempre più donne. Tuttavia, è importante sapere che smettere di fumare a qualsiasi età diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari di quasi il 50%.

Testi a cura di: Veronica Caudullo