Ipersudorazione, cause e terapie per guarire

Se qualcosa nel meccanismo di controllo della sudorazione si inceppa, può insorgere ipersudorazione (o iperidrosi), che consiste in un’eccessiva emissione di sudore, in parti specifiche del corpo. Oggi cerchiamo di inquadrare le cause e le terapie più comuni.

Pubblicato da Lucrezio.Bove Giovedì 15 aprile 2010

Ipersudorazione, cause e terapie per guarire

Sudare è un fenomeno fisiologico, utile per mantenere la temperatura corporea stabile a 37 gradi centigradi. Ognuno di noi è dotato di circa tre milioni di ghiandole sudoripare, regolate dai neuroni del sistema nervoso simpatico. Se qualcosa nel meccanismo di controllo della sudorazione si inceppa, può insorgere ipersudorazione (o iperidrosi), che consiste in un’eccessiva emissione di sudore, in parti specifiche del corpo. Normalmente le regioni più colpite sono le mani, le ascelle, i piedi, il tronco e le cosce.

Spesso l’iperidrosi scaturisce da altre patologie, come l’ipertiroidismo, malattie psichiatriche, obesità o disfuzioni ormonali, ma nella maggior il fenomeno è idiopatico: non se ne conoscono le cause. A volte è proprio l’imbarazzo che deriva dalla sudorazione copiosa a accentuare il problema, in un circolo vizioso difficile da tenere sotto controllo. Nelle forme più gravi, il problema può arrivare a intaccare anche i rapporti interpresonali, soprattutto quando le regioni più colpite sono le mani e le ascelle.

I rimedi più diffusi sono essenzialmente quattro:

1) La somministrazione di antitraspiranti: i più diffusi sono quelli a base di cloruro di alluminio, una sostanza in grado di alleviare la sudorazione di ascelle e tronco, inefficace per le altre parti del corpo (mani, volto etc). Questi prodotti raramente risolvono il problema e comunque possono rappresentare un rimedio solo nei casi meno gravi. Vanno applicati sulla zona interessata con del cotone, prima di andare a dormire.

2) Iniezioni sottocutanee di tossina botulinica: è un trattamento che va ripetuto più volte all’anno. La tossina del potulino è in grado di bloccare il rilascio di acetilcolina, un neurotrasmettitore che agisce a livello delle sinapsi. L’effetto si ottine solo nella zona circoscritta in cui è applicata la tossina, con una riduzione della sudorazione di circa il 90%, riscontrata nel 90% dei pazienti. La terapia si è dimostrata poco efficace per la cura dell’ipersudorazione delle mani.

3) Terapia chirurgica: le ghiandole sudoripare vengono aspirate attraverso liposuzione dalle ascelle. Questo tipo di terapia non ha mai dato risultati soddisfacenti.

4) Simpatectomia percutanea: sotto controllo radiologo viene introdotto un ago tra le scapole, fino a raggiungere il nervo simpatico, che viene leso con varie tecniche: termocaogulazione, lesione termica, lesione chimica con phenolo o recentemente anche con il botulino. Se è vero che tecnica è poco invasiva e semplice da eseguire, è anche vero che ci sono alcuni svantaggi di cui tener contro: la lesione del ganglio (irreversibile) e la mancanza di precisone millimetrica.