Intimità: dopo il parto una donna su due la modifica

da , il

    Intimità: dopo il parto una donna su due la modifica

    Dopo una gravidanza ed in particolar modo dopo il parto il desiderio di ogni coppia è quello di riprendere presto e bene la propria sessualità, un fatto questo che sembrerebbe del tutto normale una volta che le ansie per il figlio che la donna portava in grembo sono state fugate ne deriva che sembrerebbe ovvio credere che si possa riprendere tranquillamente ad avere una vita sessuale con il proprio compagno; ma accade sempre così? Alla luce dei risultati che si concretizzano studiando i comportamenti delle coppie dopo una gravidanza,parrebbe proprio di no. Addirittura i disturbi sessuali derivanti da una gravidanza e dal parto hanno un’incidenza altissima, addirittura coinvolgono quasi una donna su due.

    Ad esempio, i primi mesi subito dopo il parto può accadere che la donna scopra di aver perso il desiderio sessuale, fatto che accade in una buona percentuale di casi alle donne che allattano, impossibile a questo punto non considerare che tali modificazioni siano attribuibili alla diversa modulazione di ormoni sessuali femminili, compresi quelli che intervengono nella lattazione.

    Il ritorno alla normalità di norma avviene a distanza di sei, sette mesi dal parto, a volte anche dopo un anno, prima di tale periodo anche l’eccitazione della donna si assopisce, a risentirne è anche il piacere sessuale che tende a diminuire in modo considerevole con la conseguenza che in queste situazioni è difficile assistere ad un orgasmo; imputati in tutto questo gli estrogeni, sicuramente in minori concentrazioni nell’organismo.

    Dunque i primi mesi dopo il parto ai fini del desiderio sessuale e del ritorno alla normale sessualità non è un fatto scontato e immediato, oltretutto intervengono anche fattori emotivi, psicologici, accompagnati dall’ansia spesso di non voler spostare mai l’attenzione nei confronti del proprio bambino al punto da vedere persino l’atto sessuale come una colpa, nella misura in poi il tempo ad esso dedicato finirebbe per essere sottratto alla cura del neonato. Poi vi sono veri e propri timori associati alla paura che le manovre del parto possano aver danneggiato gli organi sessuali, tale fatto si accompagna a dolore, vero o presunto che sia al punto che quasi la metà delle donne in queste condizioni finiscono con non provare più desiderio e addirittura dolore al momento della penetrazione da parte dell’uomo; tale situazione persiste anche a distanza di mesi dal parto e si modifica in base alle modalità con cui è avvenuto il travaglio, al punto che gli esperti sono in grado di stabilire quante donne avvertono tale disturbo in relazione al tipo di parto subito; quasi quattro donne su cento, fra quelle che hanno subito un parto spontaneo, percentuale che supera l’11% per quelle in cui il parto sia avvenuto mediante una piccola incisione per favorire l’espulsione del feto.

    Ne deriva che sarebbe bene che la donna al primo manifestarsi di qualcuno di questi disturbi si rivolgesse al suo ginecologo, a maggior ragione quando i disturbi persistono ben oltre i limiti temporali appena visti. Sarà compito del medico stabilire l’eventuale approccio terapeutico utile che può addirittura comprendere il ricorso alla chirurgia correttiva che rimedi a qualche problema insorto proprio a causa delle manovre del parto. Trascurare tali sintomi invece potrebbe compromettere persino l’affiatamento della coppia.