Inseminazione artificiale: nato un bimbo da 2 mamme

Due donne omosessuali scelgono di avere un figlio, ma sono costrette ad abbandonare la loro patria. In Italia è vietata la fecondazione eterologa. In Danimarca no: è nato Giulio.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Lunedì 14 giugno 2010

Inseminazione artificiale: nato un bimbo da 2 mamme

L’inseminazione artificiale è stata il mezzo per concepirlo. Si chiama Giulio, è appena nato, ed è frutto dell’amore di due donne: Sara e Margherita. Due lesbiche che non si sono fermate di fronte alla legislazione italiana per coronare il sogno di qualunque coppia: avere un figlio. Tempo fa si sono trasferite in Danimarca, per raggiungere questo scopo. Sono state obbligate a risiedervi per un po’ e poi hanno iniziato le pratiche per procedere con l’inseminazione artificiale. Margherita ha ricevuto nel suo utero l’ovulo fecondato e dal punto di vista legislativo lei sarà l’unico genitore del piccolo Giulio.

In Italia la legge sulla fecondazione assistita infatti non solo non riconosce la possibilità a coppie omosessuali di praticarla, ma non accetta la fecondazione eterologa, cioè la tecnica che prevede ovulo o spermatozoi donati da persone esterne alla coppia. Sara ha assistito all’inseminazione e al parto (naturale).

Le emozioni sono state quelle di una qualunque coppia eterosessuale. A chi domanda loro cosa diranno al bambino rispondono: “Appena sarà in grado di comprendere, diremo a nostro figlio tutta la verità. Gli diremo che lo abbiamo voluto tanto e che non gli faremo mai mancare il nostro amore, così che possa sentirsi bene e a suo agio anche con gli altri”.

Nulla di più semplice e puro! L’importante poi, è che in casa ci siano dei genitori premurosi ed attenti. Esistono ancora molti pregiudizi riguardo la crescita psichico-emotiva e relazionale di figli di coppie gay.

“E’ una vecchia credenza che va superata, lo dicono gli studi internazionali più accreditati in campo psicoanalitico e psichiatrico” dichiarava il prof. Andrea Angiolini Direttore dell’Unità operativa di Psichiatria delle Scotte di Siena circa un mese fa, quando cioè l’evento è stato annunciato dal Corriere di Siena, città dove le donne sono tornate a vivere dopo la parentesi danese.

Forse vanno superati anche alcuni aspetti legislativi, soprattutto quelli che negano a Sara ogni diritto sul piccolo Giulio. Ma per ora fermiamoci a riflettere sulla fecondazione eterologa. Vietarla serve solo a costringere (anche le coppie eterosessuali) a varcare i confini nazionali.

Foto da:

http://ingesprekmetoverledenen.nl