Infezioni: sono troppe quelle che si prendono in ospedale

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    Infezioni: sono troppe quelle che si prendono in ospedale

    Sono troppe le infezioni che ogni giorno si contraggono in ospedale: tra operatori sanitari, o soprattutto tra pazienti ricoverati per altri motivi. Si stimano centinaia di milioni di casi in tutto il mondo, ma è impossibile fare un calcolo preciso. Si tratta di virus e batteri che possono prolungare la degenza ospedaliera, provocare disabilità anche a lungo termine o addirittura la morte. Spesso si tratta di batteri resistenti agli antibiotici. Tutto questo provoca un innalzamento dei costi sia per le strutture sanitarie che per gli stessi pazienti.

    Il punto della situazione è stato fatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) attraverso uno studio iniziato più nel 2009 ed i cui risultati sono stati pubblicati oggi sulla rivista The Lancet: si è trattato del primo Global Patient Safety Challenge che afferma che le cure pulite sono cure più sicure. In particolare il lavoro ha riguardato l’analisi di tutte le ricerche fatte in tema nel corso degli anni e ne è emerso un quadro quanto mai desolante che riguarda tutte le strutture sanitarie del mondo. Ovviamente la situazione è peggiore nei paesi poveri, dove l’igiene è un lusso, ma è preoccupante anche in Europa e negli Stati Uniti (tanto per fare due esempi occidentali).

    Le infezioni nosocomiali rappresentano l’evento avverso più frequente in assistenza sanitaria. Dallo studio emerge la necessità di creare un’inversione di tendenza e si evidenzia anche come: ovviamente creando e migliorando i sistemi di sorveglianza igienici e responsabilizzando maggiormente il personale professionale, spesso veicolo di tali patologie. E sapete care amiche di Pourfemme da quanto tempo si è a conoscenza di questi rischiosi meccanismi? Già dal 1800, grazie ad un medico ungherese, Ignaz Philipp Semmelweis. A quell’epoca molte donne morivano subito dopo il parto a causa di quella che veniva definita la febbre puerperale (causata appunto da infezione). Le neo mamme venivano assistite da medici che passavano da un reparto all’altro, non esistevano i guanti e magari, dopo un’autopsia a mani nude, facevano nascere un bambino.

    Il medico intuì la causa, chiese ai colleghi di sterilizzarsi le mani e ordinò lenzuola pulite con regolarità. La mortalità materna diminuì immediatamente. In molte parti del mondo è difficile tutto ciò perché non esistono disinfettanti e neppure acqua, ma chi può ha il dovere di agire. Presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma mi è capitato di vedere sui camici dei medici una spilla con su scritto: “Chiedi se mi sono lavato le mani”. Esiste anche la Giornata Mondiale dedicata alla pulizia delle mani, proprio per sensibilizzare su queste tematiche. Ottime iniziative, non credete? Il tutto potrà bloccare anche l’antibiotico resistenza.