Infarto e ictus: 4 noci al giorno ne riducono il rischio

La frutta secca, consumata regolarmente in quantità modiche, riduce il rischio di infarto e ictus. La conferma definitiva arriva da un'indagine effettuata da un team di ricercatori spagnoli.

Pubblicato da Lucrezio.Bove Mercoledì 23 giugno 2010

Infarto e ictus: 4 noci al giorno ne riducono il rischio

Buone notizie per gli amanti della frutta secca: mangiare ogni giorno una piccola porzione di noci, noccioline, mandorle o pistacchi aiuta a salvaguardare la salute del cuore, riducendo sensibilmente il rischio di infarto e ictus. Questi alimenti, infatti, consumati con moderazione, permettono di contenere i livelli di colesterolo cattivo LDL in rapporto all’HDL e mantenere sotto controllo i grassi nel circolo ematico. Per confermarlo una volta per tutte, un team di ricercatori spagnoli ha messo insieme i risultati di oltre 20 ricerche scientifiche effettuate in passato con lo stesso obiettivo.

L’indagine non lascia spazio ai dubbi: 65 grammi di frutta secca al giorno consentono di ridurre il colesterolo LDL fino a 11 milligrammi per ogni decilitro di sangue. Una cura particolarmente indicata per chi da sempre non prende nessun accorgimento alimentare per salvaguardare la propria salute e si riempie ogni giorno di carne rossa, uova, formaggi e altri derivati animali. Infatti, la funzione benefica è ancora più evidente nelle persone che mangiano troppo e male.

Oltre agli effetti postivi per il cuore, noci e noccioline riducono anche le probabilità di sviluppare diabete nei soggetti predisposti e grazie agli antiossidanti sono in grado di limitare lo stress ossidativo delle cellule, preservando tra l’altro da alcune forme tumorali.

Il dott. Carlo Lesi, a capo dell’Unità Operativa di Dietologia e Nutrizione Clinica dell’Azienda Usl di Bologna, ci ricorda che al di là dei benefici che possiamo trarne, noci e prodotti simili sono alimenti ricchi di grassi e quindi “sconsigliati nelle persone che vogliono perdere peso, a meno che non vengano assunti al posto di altri alimenti ricchi di grassi saturi a funzione aterogena e di origine animale: carne, formaggio, insaccati, uova. Negli ultimi anni è però stata rivalutata la loro assunzione perché il principale grasso presente è l’acido alfa-linolenico, precursore degli acidi grassi polinsaturi detti anche omega 3”. Concludendo: la frutta secca fa bene solo se consumata con moderazione nelle dosi consigliate, con l’abuso si ottengono gli effetti opposti.

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