Infarto e cardiopatie: con gli straordinari il cuore è a rischio

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    Infarto e cardiopatie: con gli straordinari il cuore è a rischio

    La prossima volta che il vostro datore di lavoro vi proporrà di restare in ufficio oltre l’orario previsto, non accettate! Le ore in più possono aiutare ad arrotondare lo stipendio, ma se diventano un’abitudine, a lungo andare, mettono in pericolo la salute del cuore. Lo rivela una ricerca anglo-finlandese dell’Istituto di Medicina Occupazionale di Helsinki e dell’University College di Londra: gli straordinari aumenterebbero in modo significativo le probabilità di andare incontro a infarto cardiaco, angina, ipertensione e altre gravi patologie cardiovascolari. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sull’European Heart Journal.

    Lo studio è durato più di 11 anni: i ricercatori hanno effettuato un’indagine approfondita, coinvolgendo più di 10.000 impiegati londinesi di età compresa fra i 35 e i 55 anni. Grazie ad alcuni questionari sono state registrate le abitudini lavorative di tutti i soggetti presi in esame. I ricercatori hanno poi lavorato per trovare una correlazione tra maggiore o minore propensione agli straordinari e le variazioni dello stato di salute dei funzionari. Il risultato? Per chi era solito restare in ufficio tre ore in più rispetto all’orario standard, il rischio di sviluppare cardiopatie aumentava addirittura del 60%, rispetto a quei lavoratori che si limitavano a fare una o due ore di straordinario o non ne facevano proprio.

    La dott.ssa Marianna Virtanen, a capo della ricerca, ha tolto gli ultimi dubbi spiegando che “la correlazione forte fra il numero di ore lavorative e i pericoli per il cuore resta anche tenendo conto di elementi come l’età, il sesso, la condizione socioeconomica, o di fattori di rischio come il fumo, il colesterolo alto o il sovrappeso”. I ricercatori segnalano che saranno necessari ulteriori approfondimenti per confermare i dati ottenuti in modo definitivo, ma l’associazione rimane comunque piuttosto evidente.

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