Il punto della situazione sull’AIDS in Italia

L'aids non è ancora stato sconfitto, non bisogna abbassare la guardia nella prevenzione.

Pubblicato da Cinzia Iannaccio Martedì 19 luglio 2011

Il punto della situazione sull’AIDS in Italia

Non bisogna abbassare la guardia con l’AIDS. Nonostante le nuove acquisizioni scientifiche circa i farmaci, anche in Italia le diagnosi di Hiv/aids sono ancora troppe. E’ questo in sintesi l’appello fatto dal prof. Enrico Garaci, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità presso il quale è attivo il Centro Operativo Aids (COA) che da anni verifica l’andamento dell’infezione, durante la Conferenza internazionale sull’Aids in corso a Roma. I dati del nostro Paese equivalgono al resto d’Europa: dal 1985 circa 63.000 diagnosi di aids di cui 1.079 nel 2010.

La mortalità è ancora troppo alta: secondo i dati pervenuti al COA ha riguardato 39.344 pazienti (62,8%) al 31 dicembre 2010, un numero di sicuro sottostimato. Ciò che deve preoccupare però è la modalità di trasmissione del virus che ormai non è più una prerogativa di tossicodipendenti ed omosessuali, ma anche di eterosessuali che lo contraggono attraverso rapporti non protetti: è aumentata l’età (In media 35-40 anni) ed il numero delle donne colpite. L’infezione nella maggior parte dei casi si scopre dopo molto tempo dal contagio. Riflettiamo.