Il cibo spazzatura è un attentato alla salute, italiani favorevoli ad una tassa

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    Il cibo spazzatura è un attentato alla salute, italiani favorevoli ad una tassa

    Il cosiddetto cibo-spazzatura (un calco dall’espressione inglese junk-food) è considerato dai nutrizionisti uno dei maggiori responsabili dell’enorme aumento di casi di obesità e patologie collegate (diabete, disturbi a carico del cuore, tumori), e, dunque, un vero attentato alla salute pubblica. Si tratta sostanzialmente di alimenti privi di valore nutritivo (le cosiddette “calorie vuote”), ma ricchissimi di grassi saturi e di zuccheri, oltre ad additivi chimici come coloranti e conservanti.

    Ebbene, proprio questi cibi in genere poco costosi e molto gratificanti (ne fanno parte snack, merendine, bevande e cole gassate, menù da fast food ecc.), sono visti con sospetto da molti italiani, e addirittura uno su 10 sarebbe d’accordo ad imporre una tassa supplementare che funga come deterrente all’acquisto. Di recente vi avevamo segnalato un’iniziativa che andava proprio in questa direzione presa dal Governo danese: una tassa sui cibi grassi (tra cui il rinomato burro) da modulare in base alla percentuale degli stessi nell’alimento, ma anche la Francia ha introdotto una nuova imposta sulle bibite gassate e zuccherate.

    Ma nel nostro Paese, patria della dieta mediterranea, la stessa cosa sarebbe fattibile? Il nuovo Governo Monti pareva incline ad imporre questo balzello “di scopo”, e una indagine di Coldiretti sui consumatori rivela il favore con cui questa tassa (solo questa, evidentemente!), sarebbe vista. A patto, però, che gli introiti servissero per dare una mano alle tante aziende che producono alimenti sani e controllati, come il settore del biologico, ad esempio.

    Del resto, anche nel nostro Paese i dati parlano chiaro, l’obesità aumenta e sono soprattutto bambini e adolescenti a subire gli effetti del junk-food sul loro fisico in crescita: ben un milione di minori è sovrappeso e circa 400mila obesi. Un’emergenza che va combattuta in tutti i modi, anche attraverso una tassa, come spiega Sergio Marini, Presidente di Coldiretti:

    “Non c’è tempo da perdere nell’affrontare un’emergenza che sta mettendo a rischio il futuro delle nuove generazioni, bisogna scoraggiare il consumo di cibo-spazzatura, mentre deve essere contestualmente sostenuto il cibo genuino e locale, a partire dalle scuole”. Noi siamo assolutamente d’accordo, e voi, amici di Salute PF, come la vedreste una tassa sul cibo-spazzatura?