Ictus: la riabilitazione anche dopo un anno

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    Ictus: la riabilitazione anche dopo un anno

    Una nuova tecnica riabilitativa permetterà il recupero motorio di persone colpite da un ictus anche da più di un anno. E’ il risultato di uno studio tutto italiano che verrà presto pubblicato sulla rivista internazionale Neurorehabilitation and Neural Repair, e si basa sulla vibrazione dei muscoli interessati. La ricerca è stata effettuata presso il Laboratorio di Neurologia Clinica e Comportamentale della Fondazione Santa Lucia in collaborazione con l’Università Cattolica di Roma ed è stata finanziata dalla Regione Lazio e dalla Fondazione Baroni. E’ una preziosa innovazione scientifica visto che finora, l’unico modo di arginare gli effetti negativi di un ictus era quello di agire il più precocemente possibile.

    Il lavoro si è svolto su un gruppo di 30 pazienti volontari colpiti più di un anno fa da un ictus. Tutti con un’emiparesi ormai cronicizzata, in particolare con un deficit motorio riguardante un arto superiore. L’età media 65 anni. E’ stato applicato loro, sui muscoli interessati, uno strumento a forma sferica capace di erogare vibrazioni continue ad una frequenza costante di 100 hz.

    Come potete immaginare, si tratta di una metodica assolutamente indolore e priva di effetti collaterali che con poche applicazioni ha dato risultati notevoli. Per essere precisi: per soli tre giorni consecutivi i pazienti sono stati sottoposti a 30 minuti di vibrazioni, con intervalli di un minuto ogni 10.

    Il tutto senza l’utilizzo di farmaci ed in aggiunta alle terapie tradizionali. Dopo due settimane un test specifico (la Stimolazione Magnetica Transcranica, TMS) ha rilevato una notevole riduzione dell’ipertono ed il 30% del recupero motorio.

    In Italia ogni anno vengono colpite da ictus circa 200.000 persone. 40.000 perdono la vita, altrettanti la totale autosufficienza e molti, rimangono comunque disabili. Un recupero motorio non può che migliorare la qualità della vita di tanti pazienti. Anche se la migliore arma resta la prevenzione.

    E’ una ricerca importante, anche per un altro motivo che riguarda noi di Pourfemme: tra i principali firmatari c’è una donna, Barbara Marconi, Ricercatore della Fondazione Santa Lucia. Complimenti a lei e tutta l’equipe che ha collaborato.