Haiti: emergenza colera ad un anno dal terremoto

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    Haiti: emergenza colera ad un anno dal terremoto

    Haiti un anno dopo il terremoto. Un’epidemia di colera oltre che di violenza, sta devastando ulteriormente la popolazione locale. 220.000 vittime in una giornata qualunque di 12 mesi fa ed un milione e cinquecentomila sfollati. La maggior parte di questi vive ancora in tendopoli arrangiate. Ma ciò che è peggio è che ancora non si riescono a ristabilire adeguate condizioni igieniche e non si riesce a distribuire la giusta quantità di acqua potabile. E’ per questo motivo che si sta diffondendo il colera con estrema rapidità.

    Ad ottobre le autorità sanitarie locali assicuravano di avere la situazione sotto controllo e che i morti per questo “principio” di epidemia erano solo 350 circa. A metà Novembre più di 900. Secondo i dati ufficiali, diffusi ieri da Medici Senza Frontiere, al 31 dicembre si contavano 3.600 decessi per il colera. Ma in cosa consiste questa malattia che ci riporta indietro di secoli ed invece è quanto mai attuale? Si tratta di un’infezione dell’intestino tenue dovuta ad un batterio il Vibrio Cholerae, che può provocare violenti attacchi di diarrea. La disidratazione a questa conseguente può portare alla morte. E’ ovvio che in situazioni di scarsa igiene è facile che si sviluppino delle epidemie, a causa di acque ed alimenti contaminati.

    Per curare e cercare di debellare il batterio del colera sono importanti gli antibiotici, ma soprattutto la reidratazione dei liquidi. In particolare l’Oms, Organizzazione mondiale della sanità ha sviluppato e diffuso una soluzione orale di Sali minerali, capace di alleviare la sintomatologia, molto più pratica delle classiche flebo. Il problema è che dopo un anno, le organizzazioni internazionali che avrebbero dovuto ricostruire Haiti e salvare la popolazione ancora non sono riuscite a stabilire l’ordine: quotidianamente si assiste ad aggressioni e violenze sessuali, specie nei confronti dei più deboli: donne e bambini; le persone non hanno ancora un tetto; l’acqua potabile e l’igiene rimangono un sogno.

    Eppure quello verso Haiti rappresenta il più vasto aiuto umanitario che si sia mai visto nella storia. Le associazioni di volontari, le Ong, i religiosi, hanno fatto molto. Medici Senza Frontiere ieri ha stilato il suo bilancio di attività in questi mesi in cui ha mandato avanti o supportato numerosi ospedali, permettendo anche a 15.500 donne circa di mettere al mondo i loro figli in una struttura protetta. Gli haitiani del domani. Non dimentichiamoci di loro e delle condizioni di salute in cui versano. Li abbiamo già accolti, facciamolo di nuovo.