Gravidanza: più pesce per il corretto sviluppo del feto

Mangiare due porzioni di pesce a settimana contribuisce al corretto sviluppo cognitivo del bambino. Lo ha rivelato una ricerca presenta nel corse dell'ultima Royal Society of Medicine di Londra.

Pubblicato da Lucrezio.Bove Lunedì 31 maggio 2010

Gravidanza: più pesce per il corretto sviluppo del feto

Siete in dolce attesa? Dovreste mangiare pesce almeno due volte a settimana, per contribuire al corretto sviluppo cerebrale del bambino. Lo rivela una ricerca presentata dal dott. Jack Winkler – il direttore del centro nutrizionale della London Metropolitan University – durante l’ultima edizione della Royal Society of Medicine di Londra. Se da anni i medici sconsigliano di consumare pesce durante la gravidanza, per i possibili rischi annessi alla presenza di alcune sostanze tossiche (come mercurio o diossine), questo studio ha evidenziato che i vantaggi superano nettamente i rischi.

Lo studio, in realtà, è solo l’ultimo di una lunga serie. Nel 2007, ad esempio, un’indagine condotta su 12mila donne ha evidenziato come mangiare meno di 340 grammi di pesce alla settimana aumentava sensibilmente le probabilità che il bambino sviluppasse alcune anomalie del linguaggio tipiche dell’infanzia.

Vi state chiedendo perché il pesce è così importante? Semplice: grazie al contenuto di grassi omega-3, utilissimi per lo sviluppo cerebrale dei bambini e per prevenire malattie più o meno gravi che possono manifestarsi nel corso della vita: dai problemi cardiovascolari ad alcune forme di tumore. D’altronde, come ha spiegato Michael Crawford, direttore dell’istituto di chimica cerebrale della London Metropolitan University . “A differenza del corpo, il cervello è composto principalmente da grasso” e per questo “c’è bisogno di acidi grassi per la sua crescita e il suo sviluppo”.

Ricordiamo comunque che alcune tipologie di pesce possono contenere elevate quantità di tossine, che potrebbero rivelarsi nocive per il feto. Consiglio di valutare sempre con lo specialista le varietà e la quantità che potete (e dovete) assumere durante la gravidanza.

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